Calandra L. M. (2007) Progetto geografia. Percorsi di didattica e riflessione. Volume 1-Territorio. Trento: Edizioni Erickson, pp. 244.

L’opera di L. M. Calandra è il primo di una serie di volumi, curati dal prestigioso “Centro Studi Erickson”, che propone un percorso di riflessione e alcune indicazioni didattiche al fine di rendere laboratoriale l’insegnamento della geografia in un processo di scoperta del mondo basato sul problem solving e problem finding.  Questo primo volume, dedicato al Territorio quale realtà da interrogare ed esplorare, si rivolge agli insegnanti di geografia della scuola primaria e secondaria e agli studenti di Scienze della formazione e Lettere nonché agli studenti delle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento (SSIS).

La geografia proposta dall’Autrice è vista come forma territoriale dell’agire sociale: la lezione di A. Turco viene infatti declinata in chiave didattica ed offre un modello per la comprensione e l’interpretazione del reale secondo le dimensioni cognitivo-simbolica, cartografica, pratico-materiale e organizzativa. Il testo è infatti suddiviso in quattro sezioni: la prima è dedicata al territorio come trama cognitiva e simbolica ed indaga sull’azione di denominazione; la seconda ha come oggetto la rappresentazione geografica del territorio; la terza focalizza l’attenzione sulla reificazione come controllo pratico e materiale del territorio; la quarta ed ultima sezione pone al centro le strutture territoriali e l’organizzazione presente nel territorio.

Ogni sezione è a sua volta suddivisa in tre parti: (1) una lezione introduttiva sintetizza con cura e chiarezza il quadro teorico concettuale di riferimento; (2) una serie di schede per l’insegnante, introdotte da un testo di  sintesi delle quattro dimensioni generali -denominazione, cartografia, reificazione e strutturazione-, propone, con mappe concettuali e tabelle, quattro percorsi formativi distinti per la scuola primaria, quella secondaria di primo e secondo grado e il progetto POF; (3) un pull di  materiali didattici suddivisi a seconda dell’ordine scolastico e della fascia progettuale di riferimento traducono il sapere geografico in contenuti, strumenti e materiali utili a lavorare con gli alunni.

La lezione introduttiva e le schede per l’insegnante si presentano accurate, aggiornate e particolarmente chiare: il quadro teorico della geografia della complessità viene magistralmente semplificato e reso concreto anche grazie a box e schemi esemplificativi che utilizzano una grafica allettante e dei colori avvincenti. Molto efficaci e spendibili, con i futuri insegnanti, anche gli schemi progettuali proposti  e il continuo parallelismo tra le Indicazioni Nazionali del 2004 e le Indicazioni per il Curricolo del 2007 che rende, all’oggi, l’opera molto attuale.

La terza parte, quella operativa, che contraddistingue i volumi della Casa Editrice Erikson, originariamente nati per agevolare la pratica didattica rivolta a studenti diversamente abili, ha un’efficacia comunicativa molto forte, ma in alcuni casi rischia di semplificare eccessivamente la lettura territoriale e di condizionare la didattica degli insegnanti con materiale troppo strutturato.

Ripercorrendo le quattro dimensioni proposte dall’Autrice      (denominazione, cartografia, reificazione e strutturazione) nella prima -il territorio come trama cognitiva e simbolica- viene evidenziato il ruolo dell’attore sociale che, presente sul territorio, agisce attraverso la denominazione per soddisfare il bisogno di orientarsi, di comunicare le proprie esperienze sul mondo, i propri successi e i propri fallimenti. Sulle tracce del complesso processo cognitivo e simbolico sotteso alla denominazione -che consente all’attore sociale di pervenire ad una conoscenza e a una padronanza della realtà (p. 29)- Calandra suggerisce, per la scuola primaria e secondaria di primo grado, dei percorsi di apprendimento e didattici a partire dall’analisi del “vicino” regionale per arrivare ad un viaggio nello spazio e nel tempo tra tutte le regioni d’Italia. Il percorso di ricerca per la scuola secondaria di secondo grado prevede un interessante percorso di analisi secondo la metodologia del “caso di studio” a partire dalla mappa concettuale di sintesi  della problematica -nello specifico elaborare una presentazione geografica generale dal titolo “costruire l’Europa dal mito all’UE”-. Successivamente viene definita il tipo di area geografica per giungere alla denotazione del contesto fisico-naturale generale e concludersi con la connotazione del quadro sociale ed economico-politico dell’Europa. Le attività presenti nella terza parte mirano a far acquisire la capacità di descrivere un territorio (a partire dalla propria regione, per giungere all’Italia e all’Europa), di «leggere le molteplici logiche sociali e territoriali presenti in esso e i diversificati processi territoriali che si sono avvicendati in uno stesso contesto a partire dall’analisi del contenuto informativo racchiuso nel designatore di riferimento (p. 61) ».

Nella seconda sezione, la rappresentazione cartografica viene vista come una particolare forma di denominazione, di controllo cognitivo e simbolico dell’uomo sulla realtà (p. 70), nonché una interpretazione funzionale alla costruzione del sapere territoriale e del progetto sociale (p. 83). I percorsi formativi collegati alle attività operative proposte dall’Autrice partono dall’analisi funzionale della carta quale rappresentazione del territorio fondata su un’interpretazione e una selezione di elementi e componenti, posti in atto per un qualche utilizzo (p. 84) e mirano a far acquisire la capacità di analizzare una carta al fine di elaborare un discorso sul territorio rappresentato (scuola primaria). Il passaggio successivo approfondisce i termini soggettivi della rappresentazione cartografica che si manifestano, da un lato, con l’intenzione dimostrativa e illustrativa del cartografo -che realizza la carta in funzione di uno specifico utilizzo- dall’altro con l’interpretazione del lettore che può porre in essere percorsi differenziati e autonomi rispetto alla volontà stessa del cartografo (scuola secondaria di primo grado). Il percorso di ricerca mira a far ragionare gli studenti della scuola secondaria di secondo grado in merito alle potenzialità della carta che funge da ipertesto in grado di produrre autonomamente percorsi, relazioni, significati che scaturiscono da una precisa contestualizzazione storico-sociale.

La  terza sezione focalizza l’attenzione sulla reificazione come espressione del controllo pratico-materiale della realtà, come modalità di trasformazione della materia e, al tempo stesso, esperienza di trasformazione del territorio. Dal momento che «l’ambizioso programma di ogni processo di reificazione è quello di riuscire a rispondere adeguatamente ai bisogni pratici e materiali espressi dalla società», diventa indispensabile, per l’Autrice, mirare a far «comprendere le basi tecniche, normative, sociali, economiche e politiche su cui poggia l’intera attività e dunque l’intero processo di trasformazione pratico-materiale» (p. 145). In linea con questo approccio viene proposta una prima attività per la scuola primaria volta a far acquisire la capacità di riconoscere l’insieme degli artefatti territoriali funzionali ad una attività produttiva (la produzione di olio di oliva) (p.  156). Alla scuola secondaria di primo grado l’Autrice offre mezzi e strumenti per far riflettere gli studenti sulle «ragioni politiche e normative che sono alla base delle diverse modalità con cui l’uomo trasforma l’ambiente» (p. 165). Il successivo percorso di ricerca, pensato per la scuola secondaria di secondo grado, parte da una definizione di caso di studio, passa quindi alla descrizione degli artefatti  e si conclude con l’analisi degli stessi.  Tale analisi avviene attraverso vari livelli, tecnico, normativo, politico e sociale e ne delinea, in tal modo,il contesto socio-territoriale dell’attività trasformativa (p. 151).

La quarta ed ultima sezione vede il processo di strutturazione come controllo organizzativo della società, come un’appropriazione, da parte dell’uomo, della realtà che si esprime attraverso la capacità di ritagliare contesti organizzativi funzionali allo svolgimento di un compito (p. 190).  Nel declinare tale azione territorializzante in chiave didattica l’Autrice pone la sua attenzione alla comprensione del territorio e all’analisi critica delle molteplici funzioni e della loro efficacia organizzativa (p. 199). In tal senso il primo percorso formativo indirizzato alla scuola primaria è volto a far acquisire la capacità di  riconoscere le strutture territoriali e capirne il funzionamento attraverso l’esempio dei Parchi Nazionali (p.  210). Dal riconoscere le strutture territoriali, l’Autrice passa  a proporre una riflessione critica sulle ragioni politiche, economiche e sociali che sono alla base delle diverse modalità attraverso le quali l’uomo organizza il territorio (p. 220). Infine il percorso di ricerca per la scuola secondaria di secondo grado, è incentrato sull’analisi del territorio quale sistema organizzato in grado di assolvere e definire funzioni e finalità di rilevanza sociale, economica, politica ecc…

Raccogliendo le parole dell’Autrice è convinzione e insieme speranza di quest’opera, quella di far crescere l’educazione «al», «nel», «dal», «per» il territorio in modo da offrire agli studenti -e ai futuri insegnanti- strumenti di ascolto del territorio che parla, racconta e a volte palesa il suo disagio (p. 8). Considerando l’insieme del testo la mission dell’opera si ritiene ampiamente raggiunta: l’Autrice offre infatti numerosi strumenti e spunti operativi per una comprensione profonda del territorio a partire dal semplice per giungere al complesso e dal vicino al lontano facendo convergere, nel quadro teorico della geografia della complessità, la geografia delineata oggi dal Ministro Fioroni nelle Indicazioni per il curricolo. In estrema sintesi attualità e spendibilità sono le parole chiave e il valore di quest’opera che si delinea come una sorta di bussola in grado di orientare il docente di oggi nella prassi didattica quotidiana.

Lorena Rocca, Dipartimento di Geografia, Università degli Studi di Padova.


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