di Sara Bin

 

Serve ancora l’atlante a scuola per studiare geografia? La questione sembra retorica, ma la stessa nostra disciplina dà risposte diverse all’interrogativo. C’è più sconcerto che fiducia, soprattutto quando la questione è inserita nei discorsi sollevati dalle riforme curricolari. Gino De Vecchis: “A scuola senza geografia? (in .pdf)”. Egli dichiara che la risposta dipende dall’impegno di voler dimostrare il contrario. Nella stessa direzione vanno i contributi di Maggioli e Morri (in .pdf) e Luogoespazio.info che seguono quello di De Vecchis nel n° 2/2010 di Ambiente Società e Territorio. Sembra, però, che la cartografia, a differenza della geografia – seppure con qualche compromesso  e in maniera non proprio ortodossa e convenzionale – sia “nuovamente di moda”, a conferma di quanto si chiedeva Favaretto A. nel 2009 (.in pdf). Le carte sono ovunque – in formato digitale – dentro i mappamondi virtuali, nei geobrowser che guidano oramai il vissuto quotidiano di ognuno di noi. Quali geografie disegnano queste carte, quali cartografie? Diventa indispensabile distinguere.  In che modo? Seguono alcune annotazioni.

Distinguere le differenze. La parola chiave è quindi “distinguere”, sempre. Azione che presuppone volontà di conoscenza, desiderio di mettere in gioco le cose note e allungare lo sguardo oltre il confine.  Atlante on-line è uno strumento per aiutarci a conoscere le differenze, rendere visibili le peculiarità, scoprire le similitudini, renderci consapevoli che la distribuzione planetaria delle risorse e delle problematiche è anche responsabilità nostra. Promiscuità e distinzione sembrano termini contraddittori eppure in una situazione di tendente mescolamento (che non è ancora meticciato) elementi diversi tendono a convivere sullo stesso spazio. I flussi migratori, ma anche le connessioni telematiche danno il loro rilevante contributo all’attuale configurazione. Considerato che la rapidità dell’avvicinamento non è accompagnata da altrettanta conoscenza reciproca, Atlante on-line vuole dare il suo contributo in questa azione di riconoscimento delle diversità, che si vuole anche comprensione e superamento delle disuguaglianze. È stato finanziato dal MIUR (Direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione) ed è stato realizzato da Fondazione Fontana onlus di Padova in partenariato con ASAL ong di Roma tra il 2008 e il 2011.

Conoscere e riconoscere. Per fare questo sono state realizzate 196 schede corrispondenti a 193 Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e a 3 sovranità territoriali non riconosciute, ma i cui cittadini più giovani sono presenti nella scuola italiana (Rapporto MIUR/ISMU “Alunni con cittadinanza non italiana. Scuole statali e non statali. A.S. 2010-2011 (in .pdf)”. L’Atlante è un database statistico e cartografico. Consegna al lettore dati ed informazioni attraverso linguaggi diversi. Ma è soprattutto un sistema mobile che insegue i cambiamenti e i problemi che danno significato alle relazioni planetarie. Le poste in gioco della neonata Repubblica del Sud Sudan. La genesi e gli sviluppi delle primavere arabe. Gli impatti dei cambiamenti climatici sulle politiche agro-alimentari. Le cause delle delocalizzazioni economiche. Gli effetti delle riterritorializzazioni. Le conseguenze dei flussi finanziari transnazionali sui processi di urbanizzazione. Le pressioni sulla terra e la crescita della popolazione in alcune aree: tendenze che preannunciano uno spostamento dei campi di potere …

Il portale è una piattaforma con caratteristiche web 2.0 che contiene:

  • schede paese differenziate a seconda dell’ordine e del grado scolastico;
  • supporti cartografici (cartografia statica e digitale, cartografia tematica);
  • tematiche;
  • didattiche per docenti;
  • prodotti dalle scuole che hanno preso parte alla sperimentazione nel periodo 2009-2011);
  • dei termini statistici;
  • e attualità.

Problematizzare. L’approccio problematizzante con il quale sono ricostruiti i singoli paesi mira a facilitare l’elaborazione del senso dell’esperienza, a fornire alfabeti di base, a porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva attraverso pratiche di apprendimento individuale e collaborativo (“Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione”, MPI, 2007). Atlante è sostenuto dalla convinzione che la geografia sia una scienza relazionale. Scoprire i Paesi del mondo e le problematiche ambientali, sociali, politiche ed economiche che li caratterizzano offre un’incontestata occasione di conoscenza delle diverse realtà territoriali. Sviluppare modalità di lettura del mondo e di azione che tengano conto della complessità dei territori contribuisce ad aumentare la consapevolezza del valore insostituibile dell’incontro con l’altro e con l’altrove. La geografia può giocare un ruolo estremamente fecondo nel facilitare l’incontro tra culture. Atlante on-line mira a fornire un ambiente idoneo per esercitare pratiche interculturali poiché aiuta a collocare lo spazio vissuto, le esperienze personali, la cultura e l’orizzonte valoriale di riferimento in una prospettiva di dialogo, di confronto e di educazione al contatto.

Agire responsabilmente. Ciò significa che Atlante on-line si propone di attivare curiosità che possano essere degli stimoli per imparare ad interrogarsi, comprendere il mondo, misurarsi con molteplicità, problematicità e trasformabilità dei luoghi e delle società. Chi l’Atlante lo ha sperimentato in classe (insegnanti ed alunni/e) si fa portavoce del suo ruolo strategico nella costruzione della cittadinanza attiva in quanto contribuisce a “formare individui responsabili, costruire il senso del rispetto e dell’attenzione verso l’altro/a, far maturare la consapevolezza delle situazioni di iniquità, stimolare il coinvolgimento, attivare strategie di ricerca-azione, avvicinare culture …”. Atlante on-line è pensato per la scuola secondaria di 2° grado, ma anche per tutte le persone interessate a conoscere i diversi Paesi del mondo e le problematiche globali e presenta una sezione dedicata ai lettori e lettrici della scuola del primo ciclo di istruzione, con particolare riferimento alle classi IV e V della scuola primaria e alle classi della secondaria di 1° grado.

 

In un “editoriale dei lettori” de La Stampa, un’insegnante scriveva “Degeografizzare i giovani significa condannarli a uno straniamento culturale che non sarà privo di conseguenze. Nel dubbio chiederanno ad Internet” (leggi qui). Speriamo che chiedano all’Atlante, che si trova proprio lì, nella rete. Buona navigazione!

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