di Sara Bin (AIIG Padova)

La geografia è senza dubbio una scienza interculturale. Se si condivide la visione e l’approccio secondo i quali la geografia è la forma territoriale dell’agire sociale, ciò potrebbe significare che esistono tante geografie quante i gruppi sociali presenti sulla superficie terrestre. Ogni gruppo sociale porta con sé un determinato ordinamento cosmologico, un proprio serbatoio metafisico e culturale, una particolare cassetta degli attrezzi attraverso i quali produrre, trasformare, usare territorio. Avvicinarsi a questi gruppi umani può voler dire avvicinarsi ai loro territori, ma vale anche il processo inverso.

Condividendo anche il fatto che non esiste territorio dato, ma che ogni territorio è il risultato di un processo di meticciato cognitivo e pratico, allora ogni territorio è interculturale nel senso di influenzato dall’esistenza di altri, trasformato, ibrido. Il processo sopradescritto, apparentemente fluido, neutrale, rivela non poche pieghe ed increspature sulle quali è prevedibile inciampare, spesso per mancanza di competenze relazionali (supposto che quelle cognitivo-conoscitive siano acquisite). Sono competenze che collegano l’individuo ad una collettività e che si disvelano in una precisa dimensione spaziale e temporale. L’acquisizione di queste competenze potrebbe essere significativa per la maturazione di quell’intelligenza territoriale che consente l’orientamento negli spazi dell’odierna complessità e il sentirsi parte del mondo insieme agli altri.

Queste brevi note trovano una loro giustificazione all’interno degli oramai pluridecennali tentativi italiani, non sempre dagli esiti felici, di praticare la via dell’interculturalità che sappiamo non essere una disciplina scolastica. Sicuramente, però, è attraverso la scuola che passano i cittadini attivi di domani; è a scuola che si costruisce una società non solo capace di accogliere i cittadini stranieri, bensì di decostruire modelli educativi e culturali omologanti, deterministici, stereotipati che ognuno di noi possiede indipendentemente dal Paese d’origine. Per approfondire alcuni concetti solo abbozzati in queste righe, si consiglia la lettura di:

  • Cristaldi F., Immigrazione e territorio: lo spazio condiviso, Patron, Bologna, 2012.
  • Giorda C., Puttilli M. (a cura), Educare al territorio, educare il territorio. Geografia per la formazione, Carocci, Milano, 2011.
  • Squarcina E. (a cura), Didattica critica della Geografia. Libri di testo, mappe, discorso geopolitico, Unicopli, Milano, 2009.
  • F. Remotti, Contro l’identità, Laterza, Bari, 2009.
  • Marengo M., Geografie dell’intercultura, Pacini, Pisa, 2007.
  • A. Portera, Globalizzazione e pedagogia interculturale, Erickson, Trento, 2006.
  • J. L. Amselle, Logiche meticce, Bollati Boringhieri, Torino, 1999.

Buone letture e buona estate!

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