Il valore degli artefatti culturali in geografia

di Giovanni Donadelli
(dal blog A.B.C. sul sito AIIG.it)

Il passaggio come la vita di ognuno di noi lascia inevitabilmente delle tracce.


I segni del nostro passaggio possono essere un rametto spezzato o alcune foglie calpestate o schiacciate dalla ruota della bicicletta.
In termini più generici il nostro passaggio può essere tracciato attraverso una serie di elementi (artefatti culturali) che è possibile raccogliere ed analizzare.
Gli scontrini, per esempio, danno informazioni geografiche estremamente precise: il luogo, l’ora e l’attività svolta. Succede al supermercato come in posta, al bar e in ospedale. Anche gli incontri che facciamo durante la nostra giornata e le cose che non facciamo sono dati utili ad ottenere informazioni geografiche rilevanti.
In questo scenario, inoltre, non si possono ignorare tutte le tracce virtuali che ognuno di noi produce più o meno volontariamente ogni giorno.
Dai tabulati telefonici del nostro cellulare, ad esempio, si può sapere l’ora in cui ogni interazione (chiamate, sms, traffico dati) è avvenuta e la posizione geografica dalla quale è stata stabilita la connessione. Anche sforzandosi è difficile immaginare la gigantesca mole di informazioni che un cellulare è in grado di produrre in una giornata.
Grandi quantità di dati vengono prodotti anche usando internet, dove peraltro è difficilissimo non lasciare tracce. Ogni nostra ricerca può essere (e spesso lo è) registrata e rintracciata. Per fare l’esempio più banale, lo strumento “Cronologia” del nostro browser si occupa proprio di tenere traccia del percorso che facciamo nella nostra navigazione.
Per i cittadini di oggi e di domani questi temi sono estremamente importanti perché anche i dati che rivelano la nostra posizione sono dati sensibili (anche se non sono ancora considerati e tutelati come tali dalla normativa internazionale attuale).

Come potremmo introdurre questo discorso in classe??

Un esercizio estremamente semplice può essere quello di presentare ai nostri studenti una serie di elementi che permettano di analizzare delle tracce.
Lasciamo che i nostri ragazzi facciano le loro ipotesi in piccoli gruppi e proviamo poi a verificarle insieme. Così facendo, non solo li costringeremo a localizzare e visualizzare tutti i dati geografici raccolti ma renderemo necessario l’interrogarsi sulle motivazioni che hanno guidato gli spostamenti e le eventuali alternative possibili.

Proviamo a tenere traccia di una nostra giornata e chiediamo ai nostri studenti di fare lo stesso.

Non sapete da dove cominciare?
Vi offro io un primo esempio  (clicca QUI per cominciare)
Buon lavoro a tutti!
P.s: Se volete più informazioni sul mio esempio contattatemi. La mia mail la trovate cercando tra le tracce che lascio ogni giorno.
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Una risposta »

  1. antonella ha detto:

    Anch io sono d accordo…ora mi trovo a lavorare come futura insegnante ad una relazione per la laurea…si accettano suggerimenti bibliografici in ambito geografico sugli artefatti culturali. Grazie!

Rispondi a antonella Annulla risposta

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