Mission geocaching: sulle tracce dei ricercatori

Il Ricercatore e Padova. Spazio e vita.

La caccia di domani vi porterà sulle tracce dei ricercatori patavini. Ogni giorno i ricercatori si muovono, lavorano, mangiano e si rilassano in città. Queste le descrizioni dei percorsi che potrete scegliere di seguire. Potete scegliere di farli tutti (se avete gambe e fiato in grande abbondanza), di farne solo uno, oppure di non seguire nessun percorso e seguire l’istinto.

A voi la scelta! Ci vediamo domani!

Primo percorso: i trasporti

Arrivare a Padova, partire da Padova, muoversi a Padova. Sono tutte azioni che il ricercatore compie ogni giorno per raggiungere i ‘suoi’ luoghi quotidiani. Quando la stazione dei Treni di Padova venne inaugurata nel 1842, l’Italia non era ancora stata fatta, l’Università contava già più di 600 anni di attività, le sue cattedre e banchi avevano visto personalità del calibro di Galileo Galilei, Nicolò Copernico, Giovanbattista Morgagni, Torquato Tasso, William Harvey ed Elena Lucrezia Cornaro Pisacopia aveva conseguito la laurea in filosofia, prima donna ad ottenere un titolo accademico. Qui può iniziare o finire la giornata del ricercatore, in stazione. In base alla dislocazione del suo dipartimento può decidere se prendere il tram, inaugurato nel 2007 che richiama alla memoria la vecchia tranvia che dal 1883 al 1954 portava gli studenti dalla stazione ferroviaria al mitico caffè Pedrocchi. A Padova però ci si muove molto in bicicletta. Il ricercatore è un piè veloce, e tra le sedi è meglio muoversi in bicicletta, si fa prima!!! A volte però qualcuno predilige la gomma, e allora la ricerca del parcheggio per l’auto diventa una necessità. Meglio quelli bianchi, non si paga! Infine come non dimenticare la corriera? Quelli che abitano nei pressi di Padova la preferiscono. Il capolinea era in centro città, vicino c’erano gli affreschi di Giotto, ma adesso tra colleghi si arriva e si parte tutti dallo stesso punto: in stazione, sia essa dei treni o delle corriere.

L’ultimo arrivato in città

Secondo percorso: i dipartimenti

Girare tra dipartimenti è una delle missioni del ricercatore. Le continue riforme e i tempi hanno modificato molte delle sedi storiche. E’ una necessità orientarsi, poiché tra ricercatori si collabora, si scambiano idee, si lavora assieme nel segno di una sempre più aggiornata compenetrazione di competenze. L’interdisciplinarità! Una parola che racchiude il senso della ricerca: da soli non si possono raggiungere gli obiettivi. Il confronto invece permette di far luce e di ampliare gli orizzonti della ricerca. Sociologi che collaborano con statistici, agronomi che incontrano archeologi, storici che interpellano studiosi di lettere, geografi che discutono con biologi, ingegneri che confrontano risultati con i chimici e giuristi che convengono con economisti. Non puoi fare a meno di conoscere dove sono i vari esperti e le loro sedi di lavoro, girar per dipartimenti è divenuta la prassi. Non è più formalità burocratica ma fa parte del gioco!

L’interno del palazzo Wollemborg, sede della sezione di Geografia del DISSGeA

Terzo percorso: le mense.

Croce e delizia del ricercatore sono le mense. Il momento del pranzo è sempre un appuntamento fisso tra colleghi dello stesso dipartimento. Si parla di tutto: ultime pubblicazioni, articoli da scrivere, convegni a cui partecipare, impegni accademici e ovviamente anche di tutto il resto. Sono sempre affollatissime, le code lunghe e serpentinate di famelici ragazzi potrebbero scoraggiare, ma mangiare nelle mense dell’università ha pur sempre un sapore e un gusto diverso che farlo in un bar. E’ una parte integrante del complesso sistema universitario e seppur negli anni l’aumento dei costi sia proporzionale alla diminuzione dei servizi, non ci si può rinunciare. Soprattutto nel periodo estivo, quando gli studenti tornano a casa e le sedi delle mense iniziano a chiudere e a ruotare le aperture. Aver presente quali sono aperte, gli orari e dove sono è fondamentale per non perdere troppo tempo nello spostamento. Allora la caccia al posto più vicino può partire, ma attenzione: non sempre la mensa più vicina è quella più congeniale!!!

L’interno della mensa Piovego, la più capiente di Padova.

Quarto percorso: tra piazze e giardini.

La vita del ricercatore però non è solo spostamenti, dipartimenti e mense. A volte dopo una lunga giornata passata al computer, in laboratorio o in un archivio il momento del relax è un tocca sana. Padova è una città famosa per le sue piazze animate al mattino dai mercati di vario genere e alla sera da una moltitudine di ragazzi. Bere qualcosa assieme, fare una chiacchera, intrattenersi con i colleghi fa parte del processo di socializzazione. Stare all’aria aperta favorisce le relazioni, la nascita di amicizie e si fanno delle conoscenze interessanti oltre lo studio e il lavoro. Piazza delle Erbe, il Palazzo della Ragione, piazza dei Signori e l’orologio, Prato della Valle, ti fanno apprezzare Padova non solo all’interno delle istituzioni universitarie, ma anche come città nella sua dimensione sociale e storica. I vicoli del ghetto, le riviere, i canali, il Bacchiglione: è una infinita e continua sedimentazione di memorie storiche che rendono unica la città in cui vivi, studi e lavori! Se le pietre potessero parlare, quante storie avrebbero da raccontare? Saperle ascoltare fa parte del gioco e ti fa ricordare che la dimensione e la missione del ricercatore non è solo quella di stare chiusi nelle aule o studi delle università ma di vivere la propria ricerca per la società!

Prato della Valle, uno dei posti migliori dove trovare un po’ di relax in pausa pranzo.

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