Condividiamo con molto piacere la newsletter realizzata dalla rete delle GeoStorie a scala locale sulla MAPPA.

 

La RETE DELLE GEOSTORIE A SCALA LOCALE riunisce Scuole, Enti Locali, Associazioni e Istituzioni attorno ai temi della conoscenza, comprensione e valorizzazione del territorio a scala locale, con particolare riferimento agli aspetti spaziali e temporali, per l’educazione al patrimonio, all’interculturalità e alla cittadinanza attiva. La Rete si è costituita nel 2004 e l’AIIG di Padova ne fa tutt’ora parte.

Potete leggere la newsletter nella sua formattazione originale sul sito della rete, pozzo di risorse: http://www.retegeostorie.it/informadiparole/mappa-mappe-nl-ndeg-13#mappa-tascabile

Buona lettura!

Mappa / Mappe

Latifa Echakhch, Globus, 2014
Secondo il dizionario Treccani mappa “indicava generalmente un panno, di solito di lino, che serviva o all’uso della tavola, come tovagliolo, o alla toletta e all’acconciatura del capo, come certi fazzoletti da testa delle odierne popolane (…).
Nella topografia, la parola mappa si trova usata già dagli antichi agronomi a designare ogni rappresentazione grafica di una qualsiasi zona di terreno”.
In entrambi i casi, la mappa riguarda dunque la tessitura, un ordito e una trama, un intreccio di fili o di-segni. Da conoscere se vogliamo usare la mappa come strumento di orientamento, navigazione, rappresentazione.  E forse non è un caso che la parola abbia origine fenicia.
Non confondere la mappa con il territorio (anche quello delle nostre idee e sentimenti) è un’altra storia: che cercheremo di raccontare anche in questa newsletter.

Filastrocca della carta geografica

Carta geografica, mappa dei posti
Scrigno di mille tuoi viaggi nascosti
Prendi la mappa, parti e cammina
Meta lontana, mappa vicina
Fermati e leggi, guarda e procedi
Carta con gli occhi, terra coi piedi
Guarda quei segni, poi guarda fuori
Cerca le cose nel loro paesaggio
Ché se la Terra nasconde tesori
Dentro la mappa è nascosto il tuo viaggio

(Bruno Tognolini, Rime di fiaba e realtà)

Una mappa tascabile
“Mein Herr sembrava così meravigliato che pensai bene di cambiare discorso. “Che cosa utile, una mappa tascabile!” Osservai.
“È un’altra delle cose che abbiamo imparato dal vostro paese,” disse Mein Herr; “stendere le mappe; ma noi siamo andati oltre. “Secondo lei quale sarebbe la massima scala utile per le mappe?”
“Cento su mille, un centimetro per chilometro.”
“Solo un centimetro!” Esclamò Mein Herr. “L’abbiamo fatto subito, poi siamo arrivati a dieci metri per chilometro. Poi abbiamo provato cento metri per chilometro. E finalmente abbiamo avuto l’idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese alla scala di un chilometro per un chilometro!” “L’avete utilizzata?”
“Non è stata ancora dispiegata,” disse Mein Herr.
“I contadini hanno fatto obiezione. Hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato la luce del sole. Così adesso usiamo la campagna vera e propria come mappa di se stessa e vi assicuro che funziona ottimamente”.”
(Lewis Carroll, Sylvie e Bruno, 1978 (1893)
La mappa dell’impero
…In quell’Impero, l’Arte della Cartografia giunse a una tal Perfezione che la Mappa di una sola Provincia occupava tutta una Città, e la Mappa dell’Impero tutta una Provincia. Col tempo, queste Mappe smisurate non bastarono più. I Collegi dei Cartografi fecero una Mappa dell’Impero che aveva l’Immensità dell’Impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le Generazioni Seguenti, meno portate allo Studio della Cartografia, pensarono che questa Mappa enorme era inutile e non senza Empietà la abbandonarono alle Inclemenze del Sole e degli Inverni. Nei Deserti dell’Ovest sopravvivono lacerate Rovine della Mappa, abitate da Animali e Mendichi; in tutto il Paese non c’è altra Reliquia delle Discipline Geografiche.”
(Da Viajes de Varones Prudentes di Suàrez Miranda, libro IV, cap. XIV, Lérida, 1658.
Citato da Jorge Luis Borges, Storia universale dell’infamia, “Etc.”.)
(Jeorge Luis Borges, L’artefice, 1960)
Dell’impossibilità di costruire la carta dell’impero 1 a 1
  1. Requisiti per una 1/1m

Viene qui discussa la possibilità teorica di una mappa dell’impero uno a uno (1/1 m) partendo dai seguenti postulati:
1. Che la mappa sia effettivamente uno a uno e quindi coestensiva al territorio dell’impero.
2. Che sia una mappa e non un calco: non si considera dunque la possibilità che la superficie dell’impero venga ricoperta di materiale malleabile che ne riproduca ogni minimo rilievo; in tal caso non si parlerebbe di cartografia ma di impacchettamento o pavimentazione dell’impero e sarebbe più conveniente dichiarare per legge l’impero come mappa di se stesso con tutti i paradossi semiotici che ne conseguirebbero
 (Umberto Eco, Il secondo diario minimo,1992)
Mappe ad arte
Nessun elenco di mappe esteticamente gradevoli sarebbe stato completo se ogni tanto non lo vedessimo trasformato in una forma puramente artistica. Le mappe sono, dopo tutto, oggetti belli in sé e hanno anche un valore estetico. Questo è il motivo per cui molte persone appendono mappe alle loro pareti.
Matthew Cusick approfondisce il soggetto delle mappe, ma piuttosto che usare semplicemente vernice, utilizza pezzi di mappe da cui crea un collage per dare vita a un lavoro artistico. L’onda di Kara è realizzata con mappe topografiche e tabelle batimetriche: a una certa distanza non sembra diversa da qualsiasi altra pittura.
Le mappe come arte danno loro una nuova vita forse quando il loro scopo originale è diminuito. Certamente danno agli artisti un mezzo ricco con cui lavorare.
Molte altre sue opere sono visibili sul suo sito web.

 “A cosa serve la geografia?”

Franco Farinelli, geografo
” … L’idea che qualcosa di globale, di totale, di complesso sia impossibile, per cui dobbiamo farla a pezzi (le mappe), è l’idea di un signore (Tolomeo) il cui pensiero pretendiamo di aver superato, nella quale invece, senza accorgercene, siamo dentro ogni giorno. Nel senso che la nostra vita sarebbe impossibile senza il pensiero, anzi la tecnica messa a punto da questo signore.
Tolomeo ha scritto tante cose (geografia, astrologia) e tra esse ancora oggi gli studiosi di astronomia leggono l’Almagesto, un titolo arabo che significa “il più grande”, il più grande trattato che sia mai esistito di astronomia.
Era egiziano, viveva ad Alessandria d’ Egitto, la città più meravigliosa che sia mai esistita nel II secolo a.C., al tempo del massimo splendore, della massima potenza dell’Impero Romano; scriveva in greco ed era suddito dell’Impero. Questo poteva capitare solo ad Alessandria, dove tutte le fedi, le credenze, le religioni, i saperi del Mediterraneo confluivano, si mescolavano e si fertilizzavano a vicenda.
Sembra che lui vivesse costruendo grandi globi. Non solo i geografi, ma tutti coloro che avessero letto un libro nella loro vita sapevano che la Terra era rotonda, molto prima che Colombo scoprisse il Nuovo Mondo senza volerlo. Dico questo perché a scuola mi hanno insegnato che chi ha scoperto la sfericità della Terra sarebbe stato Colombo alla fine del ‘400. Non è vero affatto.
Trascrizione a cura di Simonetta Cannizzaro
Una storia di due città: nuovi archivi e la storia della Mesopotamia
David I. Owen, archeologo
Palazzo Franchetti, 21 gennaio 2017, Venezia
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

 

 … Si tratta di Garšana e Iri-Saģrig, due città raccontate dai loro archivi privati, recuperati dopo la dispersione dovuta ai saccheggi seguiti alla guerra in Iraq (la loro provenienza, lecita/illecita, è stata molto discussa; il sito di Ur ad esempio è stato devastato da moltissimi tentativi di furti e scavi clandestini). Gli archivi risalgono all’ultimo periodo del III millennio a.C.
Continua a leggere – Trascrizione a cura di Simonetta Cannizzaro

 

MATERIALI DIDATTICI

Scuola dell’infanzia

Costruire e interpretare una mappa stradale
Negli stralci del lavoro sulle mappe realizzati in classi diverse con i bambini di 5 anni, vengono messi in evidenza gli elementi che permettono loro di trasformare in mappe i luoghi più familiari: il percorso casa-scuola, la forma del Parco Nuove Gemme che i bambini conoscono bene, sia perché accanto alla scuola, sia perché frequentato con le famiglie.
Per costruire una mappa ci vogliono dei punti di riferimento, dei punti di forza.
Quali sono per i bambini?
La loro casa, la scuola, la rotonda con le statue delle giraffe, la fornace Cavasin all’orizzonte, la fontana, le strade che vanno e si dipanano da essi.
Oppure nel parco: il recinto degli animali, l’angolo dei giochi strutturati, il palco …
Come si arriva a questi punti? Come sono uniti fra loro, che posizione hanno l’uno rispetto all’altro?
E noi dove siamo?
E i grandi come disegnano e spiegano le mappe? Simboli, strade, direzioni …
Un po’ alla volta i bambini costruiscono un puzzle, un gioco, una mappa …
Scuola primaria

 … E noi in classe vogliamo, (anche) giocare!

Compito assegnato:
“Ho osservato la mappa che avete disegnato della nostra aula. So che sempre vi lamentate perché non avete spazio per giocare… riuscite ad immaginare una diversa disposizione degli arredi che vi permetta di muovervi più agevolmente? Provate a disegnare e a spiegare i motivi delle vostre modifiche.”

La MAPPA siamo noi

il punto di partenza attorno a cui si dirama il tutto:

“Noi siamo qui ●”

Usiamo le MAPPE per:
– proporre esperienze finalizzate a imparare a orientarsi in diversi contesti e in diverse situazioni;
– attraverso la ricerca (anche con l’ausilio di strumenti informatici), la manipolazione, la lettura, l’uso, il confronto e la sovrapposizione di MAPPE relative al territorio in cui vivono le alunne e gli alunni, vengono acquisite e potenziate le conoscenze geografiche;
– gradualmente le classi si rendono conto che “lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici, legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza”, colgono le progressive trasformazioni che l’ uomo opera, o ha operato nel tempo, sul paesaggio in cui vive e che lo circonda; individuano e interpretano le tracce del presente e del passato presenti nel territorio, identificando in esso caratteristiche (permanenze e cambiamenti), tradizioni, abitudini, usanze, per comprendere se stessi e gli altri.
Di seguito tre esperienze in fieri che alcune classi dell’Istituto Comprensivo “C. Colombo” (Venezia) stanno sviluppando.
La mia scuola va in classe A
Usiamo le Mappe per:
“La mia scuola va in classe A”, un progetto nato in collaborazione con il Comune di Venezia  nell’ambito del programma europeo “Pumas”, che sta coinvolgendo due scuole dell’Istituto Comprensivo  “C. Colombo” e che  riguarda la mobilità sostenibile.

 

Via Bosso nello spazio e nel tempo
Un percorso didattico in itinere che offre agli alunni gli strumenti conoscitivi per costruire uno “sguardo” storico/geografico nei confronti del luogo in cui vivono e del mondo che li circonda e sviluppa un senso di appartenenza al contesto socio-storico-culturale in cui vivono, anche per chi non è  originario/a del territorio.
Il percorso riporta anche l’UDA.

Il grande giro del sole egizio

Un percorso, da scoprire e da seguire per conoscere le varie divinità egizie e arrivare al traguardo, al dio sole Ra.
“Interamente pensato e realizzato dai bambini che hanno discusso e stabilito le regole di questo gioco dell’oca in base ai poteri attribuiti dall’antica civiltà egizia alle loro alle divinità.

Scuola secondaria di primo grado

Un progetto di storia locale a partire da una mappa

La III Armata a Mogliano Veneto 1917/1918

La grande guerra in una retrovia

 

 

Un progetto didattico realizzato in un’ottica di conoscenza storica e valorizzazione del territorio locale, per far capire ai ragazzi il ruolo che ha avuto Mogliano Veneto nell’ambito del Primo Conflitto Mondiale.

Mappa / Mappe
Riflessioni e proposte di Monica Bussetti
Insegnante di scuola primaria dell’Istituto comprensivo 5 di Modena
Associazione Clio ’92
Facendo un brainstorming fra me e me sulla parola “mappa”, mi sono ritrovata ad usare una … mappa per appuntarmi le idee! Il che mi ha fatto riflettere sull’uso ormai spontaneo che ne faccio nel mio lavoro personale e in quello in classe con gli alunni.
Comunque nella mia “tempesta di idee” ho trovato questi collegamenti:

Brigitte Williams, Dislocazione 2007
 Mappa / Mappe
Intervista alla geografa Lorena Rocca professoressa associata di Geografia umana presso il  Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità e professoressa di Didattica della Geografia presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana.
A scuola l’uso di mappe e carte fa parte della tradizione didattica. Ma questo non significa che manchino i problemi, a cominciare da quello che sembra banale del come guardarle: appese alle pareti (e alla LIM) o appoggiate su di un piano? I due modi fanno percepire diversamente ai bambini il su e il giù e il nord/sud… il Nilo che scorrerebbe verso in centro dell’Africa e il Reno verso le Alpi.
Il riferimento immediato è dunque alla carta e alla geografia. Ovviamente legittimo e in qualche modo necessario, ma non sufficiente. Perché non è solo in gioco la carta geografica, ma anche quella storica e geostorica, linguistica etc. e poi perché la mappa non è solo un’altra parola per dire la rappresentazione cartografica o una sua particolare tipologia. Si parla di mappa concettuale, di mappa mentale, di mappa digitale…
Insomma, ci sembra importante indagare i diversi significati delle mappe, i loro usi didattici, le loro molteplici connessioni.
Grazie per aiutarci in questa nostra esplorazione.
  1. Iniziamo dalle parole: in geografia, mappa e carta si possono usare come sinonimi?
L. Rocca Mappa e carta sono forme di rappresentazione da sempre strumenti principi della geografia e spesso confusi con la geografia stessa. A seconda della scala (grandi spazi sono rappresentati da piccole scale –carte- e grandi scale rappresentano piccoli spazi –mappe-) e dei fenomeni rappresentati abbiamo mappe o carte.

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