Concorso “Sostenibilità urbana. Il piacere di fare geografia” 2016-17: le classi vincitrici

Un anno fa, l’AIIG Veneto lanciava il primo concorso regionale sulla sostenibilità urbana in collaborazione con Slow Food Veneto e il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova (Sez. di Geografia), con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.

La locandina della prima edizione

Scopo del progetto è quello di stimolare una didattica che porti le classi a confrontarsi direttamente con la realtà attraverso azioni originali ed efficaci ideate dagli stessi studenti e rivolte a conoscere, valutare e migliorare la sostenibilità del proprio territorio.

Al concorso hanno partecipato 13 scuole, per un totale di 22 classi, distribuite nelle province di Verona, Padova, Venezia, Treviso e Belluno.

I lavori presentati sono stati tutti molto apprezzati. Congratulazioni ai ragazzi/e e agli/elle insegnanti che li hanno seguiti. In particolare, però, il Comitato di valutazione sulla base dei criteri di

 

  • Originalità del percorso svolto dalla classe
  • Chiarezza e completezza del materiale consegnato
  • Uscita sul territorio della classe
  • Coinvolgimento di soggetti esterni alla scuola (es: associazioni, istituzioni, privati cittadini)
  • Contributo al miglioramento della propria realtà territoriale
  • Soddisfazione della classe e dell’insegnante

ha ritenuto di conferire alle seguenti scuole dei premi:

 

 

Scuola dell’Infanzia

  • 1° classificato: sezione III  (con il coinvolgimento anche della II e della I sezione) della Scuola dell’infanzia “S. G. B. De La Salle” – Istituto Canossiano – Conselve (PD)
  • 1° classificato: sezioni I e II della Scuola Statale dell’Infanzia “Il flauto magico” dell’I.C. “E. Mattei” – Meolo (VE)

Scuola primaria

  • 1° classificato:  classe 4B della Scuola primaria “L. Tempesta” – Volparo di Legnaro (PD)
  • 2° classificato:  classi 2A e 2B della Scuola primaria “Forte ’48” dell’I.C. “R. Onor” – San Donà di Piave (VE)
  • 3° classificato: classe 4D della scuola primaria “B. Caccin” dell’I.C. “Chioggia 5” – Chioggia (VE)

Scuola secondaria di primo grado

  • 1° classificato: classi 3F e 1E della Scuola secondaria di I grado “Jacopo Foroni” – Valeggio Sul Mincio (VR)
  • 1° classificato: classi 2A e 2B della Scuola secondaria di I grado “Vittorino da Feltre” – Istituto Canossiano – Feltre (BL)
  • 2° classificato:  classe 2D della Scuola secondaria di I grado “Tintoretto” – Gazzo Padovano (PD)
  • 3° classificato: classe 3B della Scuola secondaria di I grado “A. Fogazzaro” – Follina (TV)

 

 

I premi che verranno consegnati alle classi vincitrici sono:

1° classificato: uscita didattica sostenibile sul territorio veneto per la classe, ideata e progettata in collaborazione con un team di esperti dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e di Slow Food Veneto.

2° classificato: visita guidata e percorso didattico personalizzato per la classe, presso il Museo di Geografia dell’Università di Padova.

3° classificato: partecipazione di tutti gli insegnanti della classe o delle classi partecipanti al concorso ad un corso di formazione a scelta tra quelli che verranno proposti dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) nell’a.s. 2017/2018. L’AIIG è un ente qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto MIUR 27-02- 2003) e rilascia la documentazione necessaria richiesta dalla legge 107/2015.

GRAZIE a tutte le persone che hanno reso questo concorso ricco di idee, stimoli, proposte!

 

Buon anno scolastico e continuate a lavorare sulla Sostenibilità Urbana perché stiamo progettando la seconda edizione di questo bellissimo concorso!

Presto vi faremo conoscere i dettagli!

 

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Laboratori al Museo di Geografia (A.S. 2017/2018)

Il Museo di Geografia del Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova (DiSSGeA) in collaborazione con l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) – Sezione di Padova, propone alle classi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado la possibilità di partecipare ad una grande varietà di laboratori didattici a tema geografico presso la sede di via del Santo a Padova.

Copertina2017-18

Clicca sull’immagine per scaricare la brochure con le descrizioni di tutti i laboratori

Le proposte nascono da un’idea di geografia fresca e attiva, che considera i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze soggetti competenti e protagonisti del proprio apprendimento. Le attività proposte si propongono di stimolare i partecipanti a sperimentare e ad acquisire un pensiero geografico attraverso il confronto e l’uso di documenti e strumenti antichi e moderni. Il patrimonio del Museo di Geografia sarà infatti valorizzato dalle attività laboratoriali e concorrerà a rendere le proposte autentiche e accattivanti.

Calibrati a seconda della classe e dell’ordine scolastico, i laboratori sono sviluppati con chiari riferimenti ai curricula scolastici e affrontano temi fondamentali (e talvolta ostici) della disciplina quali: ambiente, paesaggio, clima, orientamento, spazio, cartografia, migrazioni, alimentazione, tecnologie e cittadinanza.

Attraverso le proposte laboratoriali che trovate in questo catalogo ci impegniamo a promuovere un’educazione geografica che si fondi sulla costruzione di un rapporto personale e autentico con la geografia che possa permettere a chi vi parteciperà di riconoscerne il valore, la complessità e soprattutto la bellezza.

 

INCONTRI DI PRESENTAZIONI PER GLI INSEGNANTI

Gli insegnanti sono invitati a venire a scoprire le diverse proposte per le classi e il patrimonio del Museo di Geografia durante due momenti pensati esclusivamente per loro. I due incontri si terranno al piano nobile di Palazzo Wollemborg, in via del Santo, 26 a Padova, nei giorni:

14 settembre 2017 – dalle ore 16:30 alle ore 18.00

20 settembre 2017 – dalle ore 16:30 alle ore 18.00

 

Il responsabile dei laboratori è inoltre disponibile a venire nella vostra scuola per presentare tutte le proposte agli insegnanti. Per informazioni scriveteci all’indirizzo geografia.dissgea@unipd.it o telefonicamente al numero 049.8274276 nei seguenti orari: lun/mer/ven: 9-13; mar/gio: 9-17.

Aperto il bando per iscrizioni al Master di II Livello in GIScience e SPR – Novità 3^ Edizione

locandinabando2017-2018-10Vi segnaliamo che è stato aperto il Bando per le iscrizioni per l’anno accademico 2017/2018 al Master universitario di II livello in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata del territorio e delle risorse naturali (3^ Edizione) dell’Università degli Studi di Padova. Il Bando scade il 19 settembre 2017.  L’avvio dei corsi è fissato a novembre 2017.

Scarica il bando integrale dell’Università di Padova. Qui scarica un estratto del bando per l’accesso al Master universitario in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata del territorio e delle risorse naturali.

L’Associazione culturale GIShub Padova fornisce una guida per facilitare la raccolta della documentazione e la compilazione necessaria per il bando.

Scarica l’Help Registration Package.

IMPORTANTE: Sono tantissime sono le novità per questa 3^ Edizione.

  • In questa nuova edizione il Master si rinnova offrendo 7 indirizzi , di cui 5 indirizzi in presenza e 2 indirizzi a distanza;
  • Anche i Corsi Singoli offerti a tutti coloro che non sono iscritti al Master aumentano, diventando 10.
  • Viene attivata una nuova modalità di partecipazione al Master, con la figura dell’uditore, che permette, fino ad un massimo di 5 iscritti, di frequentare solamente gli insegnamenti senza dover svolgere stage o project work.

Scarica la locandina 
LocandinaBANDO2017-2018_high

Informazioni generali e frequenza
Il Master per l’A.A. 2017/2018 è articolato in 20 CFU di insegnamenti comuni (160 ore), 22 CFU di insegnamenti di indirizzo (176 ore) e 18 CFU di stage (450 ore), per un totale di 60 CFU, da svolgersi in un anno accademico. Le lezioni del master si terranno nelle giornate di venerdì e sabato (16 ore).
Per tutti gli indirizzi le prime 160 ore degli insegnamenti comuni (20 crediti) saranno organizzate in presenza per complessive 10 settimane tra novembre 2017 e febbraio 2018. Per gli indirizzi in presenza gli insegnamenti di indirizzo pari a 22 crediti (176 ore) si svolgeranno per altre 15 settimane tra febbraio e Luglio 2018 sempre il venerdì e sabato. Per gli indirizzi a distanza i 22 crediti degli insegnamenti di indirizzo (176 ore) saranno offerti in videoconferenza (in differita).
L’attività formativa si completa per tutti gli indirizzi con uno stage di 450 ore  o un project work da realizzare con la supervisione di un docente del master.
Gran parte della didattica sarà realizzata in aula informatica e/o con l’uso di computer portatili. Il Master adotta l’approccio dell’apprendimento in situazione, alternando lezioni dei docenti con esempi pratici e sperimentazioni immediate. Sono previsti escursioni ed attività di rilevamento su campo.

Indirizzi
Per l’A.A. 2017/2018 il Master in GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata del territorio e delle risorse naturali offre 7 indirizzi di specializzazione. La novità è che per 2 di questi indirizzi, definiti a distanza, i 22 crediti degli insegnamenti di indirizzo saranno offerti in videoconferenza (in differita).
I 7 indirizzi tra cui ciascun iscritto può scegliere sono:
1) Produzione e gestione della geo-informazione (in presenza);
2) GIScience per la gestione dei conflitti ambientali e la partecipazione nelle decisioni pubbliche (a distanza);
3) Cartografia e GIS per le green infrastructures (in presenza);
4) Geo-informazione e nuove tecnologie per l’agricoltura sostenibile (in presenza);
5) Geotecnologie e geo-informazione nella pianificazione del territorio (in presenza).
6) Produzione e gestione della geo-informazione (a distanza)
7) GIScience e GeoHumanities (in presenza).

Vi invitiamo ad approfondire tutte le informazioni e le opportunità legate al Master sul sito http://www.mastergiscience.it/it_IT/ e sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/MasterGISscience

Mappa – Una ricca newsletter della rete delle Geo Storie a scala locale

Condividiamo con molto piacere la newsletter realizzata dalla rete delle GeoStorie a scala locale sulla MAPPA.

 

La RETE DELLE GEOSTORIE A SCALA LOCALE riunisce Scuole, Enti Locali, Associazioni e Istituzioni attorno ai temi della conoscenza, comprensione e valorizzazione del territorio a scala locale, con particolare riferimento agli aspetti spaziali e temporali, per l’educazione al patrimonio, all’interculturalità e alla cittadinanza attiva. La Rete si è costituita nel 2004 e l’AIIG di Padova ne fa tutt’ora parte.

Potete leggere la newsletter nella sua formattazione originale sul sito della rete, pozzo di risorse: http://www.retegeostorie.it/informadiparole/mappa-mappe-nl-ndeg-13#mappa-tascabile

Buona lettura!

Mappa / Mappe

Latifa Echakhch, Globus, 2014
Secondo il dizionario Treccani mappa “indicava generalmente un panno, di solito di lino, che serviva o all’uso della tavola, come tovagliolo, o alla toletta e all’acconciatura del capo, come certi fazzoletti da testa delle odierne popolane (…).
Nella topografia, la parola mappa si trova usata già dagli antichi agronomi a designare ogni rappresentazione grafica di una qualsiasi zona di terreno”.
In entrambi i casi, la mappa riguarda dunque la tessitura, un ordito e una trama, un intreccio di fili o di-segni. Da conoscere se vogliamo usare la mappa come strumento di orientamento, navigazione, rappresentazione.  E forse non è un caso che la parola abbia origine fenicia.
Non confondere la mappa con il territorio (anche quello delle nostre idee e sentimenti) è un’altra storia: che cercheremo di raccontare anche in questa newsletter.

Filastrocca della carta geografica

Carta geografica, mappa dei posti
Scrigno di mille tuoi viaggi nascosti
Prendi la mappa, parti e cammina
Meta lontana, mappa vicina
Fermati e leggi, guarda e procedi
Carta con gli occhi, terra coi piedi
Guarda quei segni, poi guarda fuori
Cerca le cose nel loro paesaggio
Ché se la Terra nasconde tesori
Dentro la mappa è nascosto il tuo viaggio

(Bruno Tognolini, Rime di fiaba e realtà)

Una mappa tascabile
“Mein Herr sembrava così meravigliato che pensai bene di cambiare discorso. “Che cosa utile, una mappa tascabile!” Osservai.
“È un’altra delle cose che abbiamo imparato dal vostro paese,” disse Mein Herr; “stendere le mappe; ma noi siamo andati oltre. “Secondo lei quale sarebbe la massima scala utile per le mappe?”
“Cento su mille, un centimetro per chilometro.”
“Solo un centimetro!” Esclamò Mein Herr. “L’abbiamo fatto subito, poi siamo arrivati a dieci metri per chilometro. Poi abbiamo provato cento metri per chilometro. E finalmente abbiamo avuto l’idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese alla scala di un chilometro per un chilometro!” “L’avete utilizzata?”
“Non è stata ancora dispiegata,” disse Mein Herr.
“I contadini hanno fatto obiezione. Hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato la luce del sole. Così adesso usiamo la campagna vera e propria come mappa di se stessa e vi assicuro che funziona ottimamente”.”
(Lewis Carroll, Sylvie e Bruno, 1978 (1893)
La mappa dell’impero
…In quell’Impero, l’Arte della Cartografia giunse a una tal Perfezione che la Mappa di una sola Provincia occupava tutta una Città, e la Mappa dell’Impero tutta una Provincia. Col tempo, queste Mappe smisurate non bastarono più. I Collegi dei Cartografi fecero una Mappa dell’Impero che aveva l’Immensità dell’Impero e coincideva perfettamente con esso. Ma le Generazioni Seguenti, meno portate allo Studio della Cartografia, pensarono che questa Mappa enorme era inutile e non senza Empietà la abbandonarono alle Inclemenze del Sole e degli Inverni. Nei Deserti dell’Ovest sopravvivono lacerate Rovine della Mappa, abitate da Animali e Mendichi; in tutto il Paese non c’è altra Reliquia delle Discipline Geografiche.”
(Da Viajes de Varones Prudentes di Suàrez Miranda, libro IV, cap. XIV, Lérida, 1658.
Citato da Jorge Luis Borges, Storia universale dell’infamia, “Etc.”.)
(Jeorge Luis Borges, L’artefice, 1960)
Dell’impossibilità di costruire la carta dell’impero 1 a 1
  1. Requisiti per una 1/1m

Viene qui discussa la possibilità teorica di una mappa dell’impero uno a uno (1/1 m) partendo dai seguenti postulati:
1. Che la mappa sia effettivamente uno a uno e quindi coestensiva al territorio dell’impero.
2. Che sia una mappa e non un calco: non si considera dunque la possibilità che la superficie dell’impero venga ricoperta di materiale malleabile che ne riproduca ogni minimo rilievo; in tal caso non si parlerebbe di cartografia ma di impacchettamento o pavimentazione dell’impero e sarebbe più conveniente dichiarare per legge l’impero come mappa di se stesso con tutti i paradossi semiotici che ne conseguirebbero
 (Umberto Eco, Il secondo diario minimo,1992)
Mappe ad arte
Nessun elenco di mappe esteticamente gradevoli sarebbe stato completo se ogni tanto non lo vedessimo trasformato in una forma puramente artistica. Le mappe sono, dopo tutto, oggetti belli in sé e hanno anche un valore estetico. Questo è il motivo per cui molte persone appendono mappe alle loro pareti.
Matthew Cusick approfondisce il soggetto delle mappe, ma piuttosto che usare semplicemente vernice, utilizza pezzi di mappe da cui crea un collage per dare vita a un lavoro artistico. L’onda di Kara è realizzata con mappe topografiche e tabelle batimetriche: a una certa distanza non sembra diversa da qualsiasi altra pittura.
Le mappe come arte danno loro una nuova vita forse quando il loro scopo originale è diminuito. Certamente danno agli artisti un mezzo ricco con cui lavorare.
Molte altre sue opere sono visibili sul suo sito web.

 “A cosa serve la geografia?”

Franco Farinelli, geografo
” … L’idea che qualcosa di globale, di totale, di complesso sia impossibile, per cui dobbiamo farla a pezzi (le mappe), è l’idea di un signore (Tolomeo) il cui pensiero pretendiamo di aver superato, nella quale invece, senza accorgercene, siamo dentro ogni giorno. Nel senso che la nostra vita sarebbe impossibile senza il pensiero, anzi la tecnica messa a punto da questo signore.
Tolomeo ha scritto tante cose (geografia, astrologia) e tra esse ancora oggi gli studiosi di astronomia leggono l’Almagesto, un titolo arabo che significa “il più grande”, il più grande trattato che sia mai esistito di astronomia.
Era egiziano, viveva ad Alessandria d’ Egitto, la città più meravigliosa che sia mai esistita nel II secolo a.C., al tempo del massimo splendore, della massima potenza dell’Impero Romano; scriveva in greco ed era suddito dell’Impero. Questo poteva capitare solo ad Alessandria, dove tutte le fedi, le credenze, le religioni, i saperi del Mediterraneo confluivano, si mescolavano e si fertilizzavano a vicenda.
Sembra che lui vivesse costruendo grandi globi. Non solo i geografi, ma tutti coloro che avessero letto un libro nella loro vita sapevano che la Terra era rotonda, molto prima che Colombo scoprisse il Nuovo Mondo senza volerlo. Dico questo perché a scuola mi hanno insegnato che chi ha scoperto la sfericità della Terra sarebbe stato Colombo alla fine del ‘400. Non è vero affatto.
Trascrizione a cura di Simonetta Cannizzaro
Una storia di due città: nuovi archivi e la storia della Mesopotamia
David I. Owen, archeologo
Palazzo Franchetti, 21 gennaio 2017, Venezia
Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti

 

 … Si tratta di Garšana e Iri-Saģrig, due città raccontate dai loro archivi privati, recuperati dopo la dispersione dovuta ai saccheggi seguiti alla guerra in Iraq (la loro provenienza, lecita/illecita, è stata molto discussa; il sito di Ur ad esempio è stato devastato da moltissimi tentativi di furti e scavi clandestini). Gli archivi risalgono all’ultimo periodo del III millennio a.C.
Continua a leggere – Trascrizione a cura di Simonetta Cannizzaro

 

MATERIALI DIDATTICI

Scuola dell’infanzia

Costruire e interpretare una mappa stradale
Negli stralci del lavoro sulle mappe realizzati in classi diverse con i bambini di 5 anni, vengono messi in evidenza gli elementi che permettono loro di trasformare in mappe i luoghi più familiari: il percorso casa-scuola, la forma del Parco Nuove Gemme che i bambini conoscono bene, sia perché accanto alla scuola, sia perché frequentato con le famiglie.
Per costruire una mappa ci vogliono dei punti di riferimento, dei punti di forza.
Quali sono per i bambini?
La loro casa, la scuola, la rotonda con le statue delle giraffe, la fornace Cavasin all’orizzonte, la fontana, le strade che vanno e si dipanano da essi.
Oppure nel parco: il recinto degli animali, l’angolo dei giochi strutturati, il palco …
Come si arriva a questi punti? Come sono uniti fra loro, che posizione hanno l’uno rispetto all’altro?
E noi dove siamo?
E i grandi come disegnano e spiegano le mappe? Simboli, strade, direzioni …
Un po’ alla volta i bambini costruiscono un puzzle, un gioco, una mappa …
Scuola primaria

 … E noi in classe vogliamo, (anche) giocare!

Compito assegnato:
“Ho osservato la mappa che avete disegnato della nostra aula. So che sempre vi lamentate perché non avete spazio per giocare… riuscite ad immaginare una diversa disposizione degli arredi che vi permetta di muovervi più agevolmente? Provate a disegnare e a spiegare i motivi delle vostre modifiche.”

La MAPPA siamo noi

il punto di partenza attorno a cui si dirama il tutto:

“Noi siamo qui ●”

Usiamo le MAPPE per:
– proporre esperienze finalizzate a imparare a orientarsi in diversi contesti e in diverse situazioni;
– attraverso la ricerca (anche con l’ausilio di strumenti informatici), la manipolazione, la lettura, l’uso, il confronto e la sovrapposizione di MAPPE relative al territorio in cui vivono le alunne e gli alunni, vengono acquisite e potenziate le conoscenze geografiche;
– gradualmente le classi si rendono conto che “lo spazio geografico è un sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici, legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza”, colgono le progressive trasformazioni che l’ uomo opera, o ha operato nel tempo, sul paesaggio in cui vive e che lo circonda; individuano e interpretano le tracce del presente e del passato presenti nel territorio, identificando in esso caratteristiche (permanenze e cambiamenti), tradizioni, abitudini, usanze, per comprendere se stessi e gli altri.
Di seguito tre esperienze in fieri che alcune classi dell’Istituto Comprensivo “C. Colombo” (Venezia) stanno sviluppando.
La mia scuola va in classe A
Usiamo le Mappe per:
“La mia scuola va in classe A”, un progetto nato in collaborazione con il Comune di Venezia  nell’ambito del programma europeo “Pumas”, che sta coinvolgendo due scuole dell’Istituto Comprensivo  “C. Colombo” e che  riguarda la mobilità sostenibile.

 

Via Bosso nello spazio e nel tempo
Un percorso didattico in itinere che offre agli alunni gli strumenti conoscitivi per costruire uno “sguardo” storico/geografico nei confronti del luogo in cui vivono e del mondo che li circonda e sviluppa un senso di appartenenza al contesto socio-storico-culturale in cui vivono, anche per chi non è  originario/a del territorio.
Il percorso riporta anche l’UDA.

Il grande giro del sole egizio

Un percorso, da scoprire e da seguire per conoscere le varie divinità egizie e arrivare al traguardo, al dio sole Ra.
“Interamente pensato e realizzato dai bambini che hanno discusso e stabilito le regole di questo gioco dell’oca in base ai poteri attribuiti dall’antica civiltà egizia alle loro alle divinità.

Scuola secondaria di primo grado

Un progetto di storia locale a partire da una mappa

La III Armata a Mogliano Veneto 1917/1918

La grande guerra in una retrovia

 

 

Un progetto didattico realizzato in un’ottica di conoscenza storica e valorizzazione del territorio locale, per far capire ai ragazzi il ruolo che ha avuto Mogliano Veneto nell’ambito del Primo Conflitto Mondiale.

Mappa / Mappe
Riflessioni e proposte di Monica Bussetti
Insegnante di scuola primaria dell’Istituto comprensivo 5 di Modena
Associazione Clio ’92
Facendo un brainstorming fra me e me sulla parola “mappa”, mi sono ritrovata ad usare una … mappa per appuntarmi le idee! Il che mi ha fatto riflettere sull’uso ormai spontaneo che ne faccio nel mio lavoro personale e in quello in classe con gli alunni.
Comunque nella mia “tempesta di idee” ho trovato questi collegamenti:

Brigitte Williams, Dislocazione 2007
 Mappa / Mappe
Intervista alla geografa Lorena Rocca professoressa associata di Geografia umana presso il  Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell’Antichità e professoressa di Didattica della Geografia presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana.
A scuola l’uso di mappe e carte fa parte della tradizione didattica. Ma questo non significa che manchino i problemi, a cominciare da quello che sembra banale del come guardarle: appese alle pareti (e alla LIM) o appoggiate su di un piano? I due modi fanno percepire diversamente ai bambini il su e il giù e il nord/sud… il Nilo che scorrerebbe verso in centro dell’Africa e il Reno verso le Alpi.
Il riferimento immediato è dunque alla carta e alla geografia. Ovviamente legittimo e in qualche modo necessario, ma non sufficiente. Perché non è solo in gioco la carta geografica, ma anche quella storica e geostorica, linguistica etc. e poi perché la mappa non è solo un’altra parola per dire la rappresentazione cartografica o una sua particolare tipologia. Si parla di mappa concettuale, di mappa mentale, di mappa digitale…
Insomma, ci sembra importante indagare i diversi significati delle mappe, i loro usi didattici, le loro molteplici connessioni.
Grazie per aiutarci in questa nostra esplorazione.
  1. Iniziamo dalle parole: in geografia, mappa e carta si possono usare come sinonimi?
L. Rocca Mappa e carta sono forme di rappresentazione da sempre strumenti principi della geografia e spesso confusi con la geografia stessa. A seconda della scala (grandi spazi sono rappresentati da piccole scale –carte- e grandi scale rappresentano piccoli spazi –mappe-) e dei fenomeni rappresentati abbiamo mappe o carte.

Un appello speciale per la geografia

L’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia è particolarmente grata a Luciana Litizzetto per aver dato voce al problema gravissimo della riduzione all’osso dell’insegnamento della geografia nella scuola pubblica italiana.

luciana-littizzetto-che-tempo-che-fa-14-maggio-2017

Lo ha fatto ieri sera nel suo consueto spazio televisivo nello studio di Fabio Fazio con il modo pungente e colorito che la contraddistingue.

Vi riproponiamo qui sotto l’estratto della trasmissione, con la speranza che possa essere ascoltato da molti, e contribuire alla crescita di consapevolezza del valore di questa disciplina in un paese sempre più connesso e veloce, dove, per dirla alla Litizzetto “se cade una verza a Nairobi, fallisce una ditta di pinoli a Malaga e se c’è la siccità a Tokyo a Ravanne i fagioli costeranno di più”.

Se potessimo riassumere il suo intervento:

Meno trivial e più ore di geografia nelle scuole!

 

Esser fuori per andare fuori

Giovedì 18 maggio 2017 – Ore 10.30-12.00 – Aula F Via bassi 2, Padova

Ne parliamo con il maestro e giornalista: Alex Corlazzoli

alex-evidenza

Nella vita non avevo previsto di fare l’insegnante. Ho sempre sognato di fare il giornalista. Anzi da bambino avrei voluto fare il prete. Sono nato in campagna da una famiglia di operai, dove libri e giornali, in casa, non esistevano. Mi sono iscritto al liceo e ho terminato il mio curriculum scolastico alle magistrali. Ma la mia “scuola” sono state le strade del mondo: l’esperienza tra i ragazzini dei quartieri più difficili a Palermo, come l’incontro con Sarina Ingrassia che ha dedicato la vita ai “picciriddi” di Monreale; la conoscenza delle altre culture nei miei viaggi in Mozambico, Senegal, Kenya, Marocco, Palestina, Siria, Giordania, Libano, India, Brasile, Albania, Romania e altri ancora. È stato il giornalismo ad insegnarmi a essere curioso e a pormi sempre nuovi interrogativi. Ho lavorato in piccoli quotidiani e collaborato con settimanali come Diario della Settimana e Avvenimenti. Oggi collaboro con Il Fatto Quotidiano; Altreconomia; Gioia; Che Futuro.it. Tra i libri che ho scritto: Riprendiamoci la scuola (Altreconomia 2011), L’eredità (Altreconomia 2012), La scuola che resiste (Chiarelettere 2012), Tutti in classe (Einaudi 2013) e Gita in pianura (Laterza 2014), #lacattivascuola. Un’inchiesta senza peli sulla lingua (Jaka Book, 2015); Sai maestro che…da grande voglio fare il premier (Add, 2015) scritto con un mio ex alunno. Ma soprattutto faccio il maestro, trasmettendo ai ragazzi tutto quello che la vita mi ha donato. Nel bagaglio delle esperienze: il volontariato in carcere per dieci anni dove ho fondato il giornale Uomini Liberi, l’esperienza nei campi nomadi a Firenze, la lotta alla mafia fatta anche al Nord. Nel 2008 ho fondato l’associazione L’Aquilone che si occupa di integrazione di migranti. Dirigo il mensile Filo diretto a Monreale. Conduco la rubrica “Dietro la lavagna” a Radio Popolare e sono spesso ospite di trasmissione televisive come “Storie Vere” Rai Uno. Candidato sindaco per due volte a Offanengo, al bavero della giacca ho portato per anni una spilla gialla con scritto “Io non ho votato Berlusconi”. Oggi sono convinto che “il vero politico non ha un partito e il vero cristiano non ha una Chiesa”.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/acorlazzoli/

http://www.chefuturo.it/author/alex-corlazzoli/

https://twitter.com/alexcorlazzoli

http://caffeletterario-bologna.blogautore.repubblica.it/2013/01/02/alex-corlazzoli-la-passione-di-un-maestro/

 

L’incontro è gratuito. Al termine potrà essere rilasciato un certificato di frequenza: l’appuntamento è riconosciuto come corso di formazione per gli insegnati da parte dell’Associazione Italiana Insegnanti di geografia.

Scarica qui la locandina in .pdf

Tutta un’altra geografia – Formazione insegnanti 2016/2017

La Sezione Veneto dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia

in collaborazione con

il Museo di Geografia del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova

presenta

tuttaunaltrageografia

“Se ti piace la geografia ma il mondo sta girando troppo in fretta
Se si è rotta la bussola e i tuoi punti fissi non bastano più
Se volessi ascoltare e sperimentare geografie diverse
Se cerchi idee e spunti per riprendere il viaggio”

L’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia è lieta di invitarti all’esplorazione dei nuovi percorsi di educazione e formazione geografica. Sarà un viaggio che ci porterà a parlare linguaggi diversi e a riscoprire paesaggi unici per ridisegnare la mappa delle nostre geografie. I percorsi sono pensati per insegnanti di ogni ordine e grado.

Come nei migliori viaggi, il tragitto da percorrere lo decidi tu!

Scegli i percorsi che più ti interessano e iscriviti!

Clicca sui titoli per scoprire la singola proposta.

  TITOLO DEL PERCORSO DATE DEGLI INCONTRI
1 PROGETTAZIONE PARTECIPATA. ripensare uno spazio verde insieme a coloro che lo vivono
Conduce: Daniele Conte
Aula: Museo
Orario: 16.30-18.30
 15 e 16 marzo
2 MIGRARE: SPAZI, TEMPI E LUOGHI
Conducono: Sara Bin e Alessia De Nardi 
Aula: Museo
Orario: 16.30-18.30
 17 e 24 marzo
3 GEOGRAFIE DELLA COMPLESSITÀ’ IN AFRICA. IMMAGINARI E RAPPRESENTAZIONI TURISTICHE 
Conducono: Sara Bin e Daria QuatridaAula: Museo
Orario: 16.30-18.30
11 e 18 aprile
4 LETTERATURA E DIDATTICA DELLA GEOGRAFIA
Conducono: Sara Luchetta e Giada Peterle
Aula: Museo
Orario: 16.30-18.30
21 e 28 aprile
5 FARE EDUCAZIONE AL PAESAGGIO PER EDUCARE ALL’INTERCULTURA E ALLA CITTADINANZA GLOBALE
Conduce: Alessia De Nardi
Aula: Museo
Orario: 16.30-18.30
4 e 11 maggio
6 I PAESAGGI SONORI. INCONTRO TRA MUSICA E GEOGRAFIA 
Conduce: Lorena Rocca
Aula: Museo
Orario: 16.30-18.30
10 e 17 maggio
7 GPS, DRONI E SMARTPHONES PER LA GEOGRAFIA 3.0
Conduce: Federico Gianoli
Aula: Brunetta
Orario: 14.30-16.30
13 e 20 maggio

 Scarica qui la locandina completa delle formazioni

Tutti gli incontri si svolgeranno dalle 16:30 alle 18:30 (salvo diverse indicazioni) presso la Sezione di Geografia del DiSSGeA, in via del Santo, 26 a Padova.

Ciascun percorso si svolgerà se si iscriveranno almeno 10 partecipanti. Qualora un percorso non dovesse realizzarsi gli iscritti verranno avvisati.

COSTI E ISCRIZIONI

Singolo percorso: 18 € (soci) – 25 € (non soci)

Il pagamento si effettuerà in loco, prima dell’inizio dei singoli percorsi

! Le iscrizioni ai percorsi si chiudono 10 giorni prima dell’inizio del singolo percorso !

ISCRIVITI SUBITO CLICCANDO QUI

PER INFORMAZIONI

scrivi a aiig.veneto@gmail.com

chiama allo 049.8274276 (mar-gio: 10.00-15.00) oppure al 388.2741983

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La nostra associazione propone corsi, incontri ed eventi di formazione per gli insegnanti dal 1954. È associazione qualificata per la formazione del personale della scuola (Decreto MIUR 27-02-2003).

ASSOCIAZIONE ITALIANA INSEGNANTI DI GEOGRAFIA – SEZIONE VENETO
c/o Sezione di Geografia, Università di Padova - Via del Santo, 26 – 35123 Padova
Email aiig.veneto@gmail.com - https://aiigveneto.wordpress.com/

I SUONI DEI LUOGHI

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I SUONI DEI LUOGHI
Sentire verso ascoltare: i paesaggi sonori come ambienti di apprendimento.
Ascolto, dunque sento. Sento, ma non sempre ascolto.

Qual è il rapporto tra i suoni e i luoghi? Quali geografie e quali nuove forme di rappresentazione disegnano i suoni? Come i paesaggi sonori si configurano in ambienti di apprendimento?

Lorena Rocca introduce Xabier Erkizia in un viaggio di scoperta dei luoghi che pone al centro l’orecchio.

Xabier Erkizia (Paesi Baschi) artista sonoro, creatore radiofonico, produttore e giornalista. Il suo lavoro si concentra sulla ricerca tra suoni e formati e viene esplicitato in forme diverse come installazioni sonore, registrazioni sul campo, composizioni, opere radiofoniche, gruppi o progetti di improvvisazione collettiva. Nel corso degli ultimi 15 anni sue opere sono state esposte in diversi paesi in Europa, America e Asia ed ha pubblicato una lunga lista di lavori, come un unico artista o in collaborazione con artisti come Francisco López, Eddie Prévost, Mattin. Dal 2000, ha co-diretto il festival annuale Ertz di “altre musiche” e dal 2003 ha coordinato il reparto sonoro AUDIO- LAB del centro d’arte contemporanea Arteleku a Donostia-San Sebastián. Ha pubblicato diversi saggi sul fenomeno della creazione collettiva ed è un collaboratore regolare dei media, in particolare di stampa e radio. Da tempo è impegnato in ambito internazionale nella formazione degli insegnanti con attività e laboratori per le scuole. http://erkizia.audio-lab.org/en
L’iniziativa si colloca in un progetto di ricerca interdisciplinare internazionale coordinato da Lorena Rocca, che comprende differenti approcci scientifici (cartografia, ingegneria, antropologia …), delle scienze umane (filosofia, pedagogia, geografia …) e artistici (pittura, letteratura, arte del suono …) con l’obiettivo di produrre una riflessione in chiave educativa sul significato della dimensione sonora in geografia.

L’incontro è gratuito. Si prega di confermare la propria presenza via mail lorena.rocca@unipd.it o aiig.veneto@gmail.com

Scarica qui la locandina dell’evento.
Al termine dell’incontro sarà rilasciato un certificato di frequenza: l’appuntamento è riconosciuto come corso di formazione per gli insegnati da parte dell’Associazione Italiana Insegnanti di geografia.

Concorsi sulla sostenibilità per le classi!

Questo post è dedicato a tutti/e gli insegnanti che hanno voglia di offrire ai propri studenti l’occasione giusta per diventare i protagonisti del proprio apprendimento, sperimentando una geografia attiva e piacevole!

L’AIIG nazionale e del Veneto propongono infatti due occasioni privilegiate per coinvolgere e impegnare i propri studenti in occasioni d’apprendimento divertenti, originali ma connesse ai percorsi curricolari.

testata-concorso-fotograficoLa prima proposta, lanciata a livello nazionale dalla nostra associazione, in collaborazione con l’Editore De Agostini e la Fondazione Italia Patria della Bellezza  è la seconda edizione del concorso fotografico “FOTOGRAFI DI CLASSE”. Nell’anno decretato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite anno internazionale del turismo sostenibile il tema del concorso fotografico è stato declinato ponendo particolare attenzione ai centri storici e ai borghi d’Italia, con l’intento di impegnare le classi nella scoperta delle bellezze singolari delle proprie città e dei propri paesi, nell’ottica di valorizzarle rispetto ad un turismo che sia sostenibile.

La bellissima notizia rispetto a questo primo concorso è che è appena stato pubblicato un bellissimo KIT DIDATTICO riferito alla fotografia e al turismo sostenibile. Un kit che potete scaricare gratuitamente cliccando qui o sull’immagine qui sotto, e che può darvi moltissimi spunti per affrontare al meglio il concorso ma anche l’utilizzo della fotografia in geografia.

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Clicca sull’immagine per scaricare il KIT DIDATTICO!

Se siamo riusciti ad incuriosirvi, approfondite la proposta scaricando il regolamento del concorso, la scheda d’iscrizione e i vari materiali qui sotto.

Regolamento

Scheda di partecipazione

Scheda concorso fotografico

Liberatoria

La seconda proposta è il concorso promosso dall’AIIG Veneto, Slow Food Veneto e la Sezione di Geografia del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova intitolato Sostenibilità urbana. Il piacere di fare geografia.

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La locandina del concorso

Siete insegnanti di geografia (e non solo) e volete approfondire la vostra materia arricchendo il bagaglio culturale dei vostri studenti attraverso un approccio multidisciplinare questo è il progetto/concorso che fa per voi!

Attraverso questo progetto vi invitiamo a rendere i vostri studenti protagonisti di un percorso formativo che li porterà a sviluppare uno spirito critico e un interesse autentico per l’ambiente e il territorio in cui vivono. Il punto di partenza sarà la città che, anche se può risultare quasi paradossale, rappresenta oggi un luogo privilegiato per sperimentare nuove dimensioni di sostenibilità individuale e sociale.
Il progetto si propone di stimolare una didattica che porti le classi a confrontarsi direttamente con la realtà attraverso azioni originali ed efficaci ideate dagli stessi studenti e rivolte a conoscere, valutare e migliorare la sostenibilità del proprio territorio.

Volete scoprire di più? Visitate il bellissimo sito del concorso: https://concorsostenibilita.wordpress.com/

tuttaunaltrageografia

Non siete ancora soddisfatti?

Benissimo… allora restate sintonizzati perché a breve usciranno le date degli incontri di formazione per gli insegnanti del Veneto! Anche quest’anno ne vedremo delle belle con i laboratori per insegnanti di “tutta un’altra geografia“.

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Post scritto da Michele Zanetti

(Michele, naturalista, è presidente dell’Associazione Naturalistica Sandonatese. L’hanno scorso ha condotto per l’AIIG Veneto il percorso di formazione “Il sistema fluviale Veneto e la didattica della geografia“. Potete trovare la sua autobiografia sul suo sito internet: www.michelezanetti.it)

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Qualcuno tra voi certo si chiederà cosa significhi questo titolo, cari Amici. In effetti potrebbe essere una favola: la favola delle 28 oche che partono dalla steppa per volare lontano e conoscere l’inverno di altre terre, ma che alla steppa non fanno più ritorno. 28, oltretutto, sono un piccolo stormo e dunque la storia sarebbe affascinante e plausibile, se non fosse per quel finale; se non fosse per quel mancato ritorno alla steppa.

La storia, purtroppo, è ben diversa, nel senso che il titolo afferisce non già ad una favola, ma ad un dramma. Un dramma dell’arroganza, dell’imbecillità, dell’impunità e della complicità mafiosa nostrana, italica e veneta. Perché 28 sono le oche abbattute in uno degli ultimi giorni di caccia di questo disgraziato 2017 (ora come ora non ricordo se il 2016 sia stato migliore, ma ho qualche dubbio in proposito) abbattute illegalmente e sequestrate dai guardacaccia della ex Provincia di Venezia in Valle Grassabò, nella Laguna nord di Venezia. Stiamo dicendo, cari Amici, che qui, a due passi da noi, nelle valli di cui non ci stanchiamo di celebrare la bellezza, le stesse in cui qualche anno fa nidificarono i fenicotteri (che ora vengono quotidianamente disturbati per impedire loro di rifarlo!) si consumano crimini contro la Fauna selvatica che quasi sempre rimangono impuniti. Crimini che sono sempre opera di cacciatori, si badi bene, non di fantomatici “bracconieri”, ma di cacciatori con regolare licenza. Non a caso, nello stesso giorno di questo fatto, di cui l’ex Provincia con i suoi solerti dirigenti e funzionari non ha neppure dato notizia (!!!), in Valle Dragojesolo sono stati sequestrati 150 uccelli abbattuti in numero eccedente il consentito e inoltre alcune oche lombardelle abbattute illegalmente.

Ma che significa l’abbattimento di 28 oche, di cui cinque lombardelle e ben 23 selvatiche. Significa semplicemente che questi signori danarosi, espressione emblematica dell’arroganza, dell’analfabetismo di ritorno, del mancato rispetto delle regole e delle connivenze mafiose che distinguono la classe dirigente del Nordest, hanno annullato l’insediamento di una piccola colonia di oche selvatiche nidificanti avvenuto in Valle Grassabò circa dieci anni fa. Così, per divertirsi, per ammazzare, gratuitamente e spensieratamente, questi campioni dell’imbecillità nostrana, hanno danneggiato irreversibilmente un ecosistema e i nostri sacrosanti diritti di godere di un bene che è “patrimonio indisponibile dello Stato”, come recita la legge.

Ma questo non basta e non va letto come “episodio isolato”, ma come espressione di un comportamento incoraggiato dalla stessa istituzione regionale. Incoraggiato, certo, nel momento in cui, su proposta del lobbista consigliere Sergio Berlato, cacciatore vicentino, si approva una legge che punisce severamente chi “disturba i cacciatori” (!!!). La Regione Veneto: la sola in Europa in cui sia stata proposta la riduzione della superficie di due parchi naturali. Una tra quelle, in Italia, additata alla vergogna per l’abbattimento di un Ibis eremita, allevato nell’ambito di un progetto LIFE internazionale finanziato dalla stessa Comunità Europea, per evitarne l’estinzione e per la reintroduzione in ambiente. Abbattimento, manco a dirlo, ad opera di “una doppietta fantasma”.

Ecco, queste sono le ragioni sacrosante che ci fanno ritenere la caccia un’attività immorale, oltre che dannosa e fortemente diseducativa. Sono stati aboliti il tiro al piccione e alla quaglia d’allevamento perché immorali e, ipocritamente, come costume di questa società e dei suoi massimi rappresentanti, viene consentito l’abbattimento “per sport” dei migratori selvatici, mille volte più preziosi dei piccioni e delle quaglie allevate. Per queste ragioni noi intendiamo denunciare l’abbattimento delle 28 oche come un atto gratuito di barbarie, che non deve passare nell’indifferenza, perché è tempo che chi è pagato per farlo si assuma le proprie responsabilità per l’applicazione delle regole vigenti; e le valli da pesca sono sempre state luoghi di caccia fuori controllo, terra di nessuno, anzi, regno dei soliti privilegiati.

Un grazie sincero agli agenti che hanno condotto l’operazione con tempestività e professionalità; ai miei ex colleghi, con cui sono orgoglioso di aver condiviso alcuni anni di lavoro e di impegno per l’applicazione della legge, avendo per interlocutori la grigia inefficienza degli apparati burocratici provinciali e, spesso, persino complicità inconfessabili. Un grazie a nome dell’Associazione Naturalistica Sandonatese e di tutti i cittadini per cui l’applicazione delle regole che riguardano il vivere civile e la conservazione della natura è indispensabile e ineludibile.

 

Grazie a Michele per la sua costante attenzione al territorio e per averci permesso di postare la sua riflessione appassionata sul nostro blog.