Concorsi sulla sostenibilità per le classi!

Questo post è dedicato a tutti/e gli insegnanti che hanno voglia di offrire ai propri studenti l’occasione giusta per diventare i protagonisti del proprio apprendimento, sperimentando una geografia attiva e piacevole!

L’AIIG nazionale e del Veneto propongono infatti due occasioni privilegiate per coinvolgere e impegnare i propri studenti in occasioni d’apprendimento divertenti, originali ma connesse ai percorsi curricolari.

testata-concorso-fotograficoLa prima proposta, lanciata a livello nazionale dalla nostra associazione, in collaborazione con l’Editore De Agostini e la Fondazione Italia Patria della Bellezza  è la seconda edizione del concorso fotografico “FOTOGRAFI DI CLASSE”. Nell’anno decretato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite anno internazionale del turismo sostenibile il tema del concorso fotografico è stato declinato ponendo particolare attenzione ai centri storici e ai borghi d’Italia, con l’intento di impegnare le classi nella scoperta delle bellezze singolari delle proprie città e dei propri paesi, nell’ottica di valorizzarle rispetto ad un turismo che sia sostenibile.

La bellissima notizia rispetto a questo primo concorso è che è appena stato pubblicato un bellissimo KIT DIDATTICO riferito alla fotografia e al turismo sostenibile. Un kit che potete scaricare gratuitamente cliccando qui o sull’immagine qui sotto, e che può darvi moltissimi spunti per affrontare al meglio il concorso ma anche l’utilizzo della fotografia in geografia.

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Clicca sull’immagine per scaricare il KIT DIDATTICO!

Se siamo riusciti ad incuriosirvi, approfondite la proposta scaricando il regolamento del concorso, la scheda d’iscrizione e i vari materiali qui sotto.

Regolamento

Scheda di partecipazione

Scheda concorso fotografico

Liberatoria

La seconda proposta è il concorso promosso dall’AIIG Veneto, Slow Food Veneto e la Sezione di Geografia del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova intitolato Sostenibilità urbana. Il piacere di fare geografia.

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La locandina del concorso

Siete insegnanti di geografia (e non solo) e volete approfondire la vostra materia arricchendo il bagaglio culturale dei vostri studenti attraverso un approccio multidisciplinare questo è il progetto/concorso che fa per voi!

Attraverso questo progetto vi invitiamo a rendere i vostri studenti protagonisti di un percorso formativo che li porterà a sviluppare uno spirito critico e un interesse autentico per l’ambiente e il territorio in cui vivono. Il punto di partenza sarà la città che, anche se può risultare quasi paradossale, rappresenta oggi un luogo privilegiato per sperimentare nuove dimensioni di sostenibilità individuale e sociale.
Il progetto si propone di stimolare una didattica che porti le classi a confrontarsi direttamente con la realtà attraverso azioni originali ed efficaci ideate dagli stessi studenti e rivolte a conoscere, valutare e migliorare la sostenibilità del proprio territorio.

Volete scoprire di più? Visitate il bellissimo sito del concorso: https://concorsostenibilita.wordpress.com/

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Non siete ancora soddisfatti?

Benissimo… allora restate sintonizzati perché a breve usciranno le date degli incontri di formazione per gli insegnanti del Veneto! Anche quest’anno ne vedremo delle belle con i laboratori per insegnanti di “tutta un’altra geografia“.

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Post scritto da Michele Zanetti

(Michele, naturalista, è presidente dell’Associazione Naturalistica Sandonatese. L’hanno scorso ha condotto per l’AIIG Veneto il percorso di formazione “Il sistema fluviale Veneto e la didattica della geografia“. Potete trovare la sua autobiografia sul suo sito internet: www.michelezanetti.it)

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Qualcuno tra voi certo si chiederà cosa significhi questo titolo, cari Amici. In effetti potrebbe essere una favola: la favola delle 28 oche che partono dalla steppa per volare lontano e conoscere l’inverno di altre terre, ma che alla steppa non fanno più ritorno. 28, oltretutto, sono un piccolo stormo e dunque la storia sarebbe affascinante e plausibile, se non fosse per quel finale; se non fosse per quel mancato ritorno alla steppa.

La storia, purtroppo, è ben diversa, nel senso che il titolo afferisce non già ad una favola, ma ad un dramma. Un dramma dell’arroganza, dell’imbecillità, dell’impunità e della complicità mafiosa nostrana, italica e veneta. Perché 28 sono le oche abbattute in uno degli ultimi giorni di caccia di questo disgraziato 2017 (ora come ora non ricordo se il 2016 sia stato migliore, ma ho qualche dubbio in proposito) abbattute illegalmente e sequestrate dai guardacaccia della ex Provincia di Venezia in Valle Grassabò, nella Laguna nord di Venezia. Stiamo dicendo, cari Amici, che qui, a due passi da noi, nelle valli di cui non ci stanchiamo di celebrare la bellezza, le stesse in cui qualche anno fa nidificarono i fenicotteri (che ora vengono quotidianamente disturbati per impedire loro di rifarlo!) si consumano crimini contro la Fauna selvatica che quasi sempre rimangono impuniti. Crimini che sono sempre opera di cacciatori, si badi bene, non di fantomatici “bracconieri”, ma di cacciatori con regolare licenza. Non a caso, nello stesso giorno di questo fatto, di cui l’ex Provincia con i suoi solerti dirigenti e funzionari non ha neppure dato notizia (!!!), in Valle Dragojesolo sono stati sequestrati 150 uccelli abbattuti in numero eccedente il consentito e inoltre alcune oche lombardelle abbattute illegalmente.

Ma che significa l’abbattimento di 28 oche, di cui cinque lombardelle e ben 23 selvatiche. Significa semplicemente che questi signori danarosi, espressione emblematica dell’arroganza, dell’analfabetismo di ritorno, del mancato rispetto delle regole e delle connivenze mafiose che distinguono la classe dirigente del Nordest, hanno annullato l’insediamento di una piccola colonia di oche selvatiche nidificanti avvenuto in Valle Grassabò circa dieci anni fa. Così, per divertirsi, per ammazzare, gratuitamente e spensieratamente, questi campioni dell’imbecillità nostrana, hanno danneggiato irreversibilmente un ecosistema e i nostri sacrosanti diritti di godere di un bene che è “patrimonio indisponibile dello Stato”, come recita la legge.

Ma questo non basta e non va letto come “episodio isolato”, ma come espressione di un comportamento incoraggiato dalla stessa istituzione regionale. Incoraggiato, certo, nel momento in cui, su proposta del lobbista consigliere Sergio Berlato, cacciatore vicentino, si approva una legge che punisce severamente chi “disturba i cacciatori” (!!!). La Regione Veneto: la sola in Europa in cui sia stata proposta la riduzione della superficie di due parchi naturali. Una tra quelle, in Italia, additata alla vergogna per l’abbattimento di un Ibis eremita, allevato nell’ambito di un progetto LIFE internazionale finanziato dalla stessa Comunità Europea, per evitarne l’estinzione e per la reintroduzione in ambiente. Abbattimento, manco a dirlo, ad opera di “una doppietta fantasma”.

Ecco, queste sono le ragioni sacrosante che ci fanno ritenere la caccia un’attività immorale, oltre che dannosa e fortemente diseducativa. Sono stati aboliti il tiro al piccione e alla quaglia d’allevamento perché immorali e, ipocritamente, come costume di questa società e dei suoi massimi rappresentanti, viene consentito l’abbattimento “per sport” dei migratori selvatici, mille volte più preziosi dei piccioni e delle quaglie allevate. Per queste ragioni noi intendiamo denunciare l’abbattimento delle 28 oche come un atto gratuito di barbarie, che non deve passare nell’indifferenza, perché è tempo che chi è pagato per farlo si assuma le proprie responsabilità per l’applicazione delle regole vigenti; e le valli da pesca sono sempre state luoghi di caccia fuori controllo, terra di nessuno, anzi, regno dei soliti privilegiati.

Un grazie sincero agli agenti che hanno condotto l’operazione con tempestività e professionalità; ai miei ex colleghi, con cui sono orgoglioso di aver condiviso alcuni anni di lavoro e di impegno per l’applicazione della legge, avendo per interlocutori la grigia inefficienza degli apparati burocratici provinciali e, spesso, persino complicità inconfessabili. Un grazie a nome dell’Associazione Naturalistica Sandonatese e di tutti i cittadini per cui l’applicazione delle regole che riguardano il vivere civile e la conservazione della natura è indispensabile e ineludibile.

 

Grazie a Michele per la sua costante attenzione al territorio e per averci permesso di postare la sua riflessione appassionata sul nostro blog.

Fotografi di classe. Racconta le bellezze sostenibili d’Italia

testata-concorso-fotograficoEccoci alla seconda edizione del concorso annuale promosso dall’Associazione Italiana degli Insegnanti di Geografia e sostenuto da De Agostini Scuola e Fondazione Italia Patria della Bellezza!

Il concorso si propone di promuovere la conoscenza del territorio e l’apprezzamento delle bellezze naturali, culturali, artistiche e artigianali del nostro Paese.

Il tema individuato per l’a.s. 2016/2017 è: Centri storici e borghi d’Italia: bellezze singolari da valorizzare per un turismo sostenibile un’occasione per svolgere con i ragazzi attività motivanti all’aria aperta, promuovendo lo spirito di osservazione, il talento artistico, le mille risorse positive che i giovani sanno raccogliere ed esprimere.

Partecipa al concorso, collegandoti al sito: www.aiig.it.

Potrai disporre di un kit didattico con approfondimenti metodologici, suggerimenti e suggestioni che ti accompagneranno durante i prossimi mesi. Il kit didattico sarà disponibile sul sito www.aiig.it, www.deascuola.it, www.patriadellabellezza.it a partire dal 1 febbraio 2017. Saranno inoltre via via disponibili ulteriori informazioni e spunti operativi per lavorare con i ragazzi.

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Scopri di più scaricando qui il regolamento:
http://aiig.it/wp-content/uploads/2016/12/Regolamento-Concorso-Fotografico5.pdf

 

Concorso”Fotografi di classe”: il primo premio arriva a Verona

"Oggi niente selfie! Fotografiamo il nostro paesaggio, la Valpantena"

“Oggi niente selfie! Fotografiamo il nostro paesaggio, la Valpantena”

E’ con quest immagine che la classe VI della Scuola Primaria Statale “Pietro Caliari” – I.C. 16 Via Sezano, Santa Maria in Stelle, 37142 Verona si è aggiudicata il primo premio del concorso indetto da AIIG nazionale “Fotografi di classe” per la sezione “scuola primaria”.

Qui di seguito le motivazioni della giuria “la foto è stata scattata durante un’escursione sul “sentiero natura”, oggetto di osservazione, esplorazione e lettura del paesaggio. Un ritratto “anti-selfie” con i ragazzi di schiena: originale la focale grandangolare, originale il fatto di mettere i fotografi nella posizione di soggetto fotografato. La mappa concettuale riportata in allegato conferma che l’esperienza è stata oggetto di una proposta didattica”.

Congratulazioni alla classe IV e all’insegnante che ha guidato il lavoro! A breve verrà organizzata una cerimonia di consegna del primo premio.

La geografia serve a fare la guerra? La mostra e il ciclo di conferenze

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L’associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Sezione Veneto), associazione qualificata per la formazione del personale della scuola (Decreto MIUR 27-02-2003), è lieta di annunciare ai propri soci e a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado che rilascerà un attestato di partecipazione a tutti coloro che, oltre a visitare la mostra “La geografia serve a fare la guerra?”, parteciperà ad almeno due conferenze proposte dalla Fondazione  Benetton Studi e Ricerche di Treviso.
L’attestato rilasciato sarà coerente con le richieste della legge 107/2015 e menzionerà il numero di ore effettivamente seguite. Ai fini dell’attestato saranno calcolate due ore per la visita della mostra e un’ora e mezza per ciascuna delle conferenza a cui si parteciperà, per un totale di minimo 5 ore).
La partecipazione alle conferenze è gratuita. La locandina con il programma completo può essere scaricata cliccando qui.
La mostra della Fondazione Benetton Studi Ricerche “La geografia serve a fare la guerra?” curata dal geografo Massimo Rossi, sarà visitabile da domenica 6 novembre 2016 a domenica 19 febbraio 2017, presso gli spazi Bomben a Treviso.
Per saperne di più sull’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia: www.aiig.it e https://aiigveneto.wordpress.com

Sabato 22 ottobre 2016, a partire dalle ore 9.30 ci sarà un primo evento collegato alla mostra dal titolo “Colombi viaggiatori dalla Grande Guerra a oggi. A cosa serve la geografia?” e il lancio del ciclo di conferenze con il prof. Franco Farinelli (geografo, Università degli Studi di Bologna).

Per informazioni telefonare allo 0422 5121 o scrivere all’indirizzo aiig.veneto@gmail.com.

Labor limites: riconoscere, vivere e riprogettare i limiti

coverE’  disponibile il volume Labor limites: riconoscere, vivere e riprogettare i limiti curato da Sara Bin, Giovanni Donadelli, Daria Quatrida, Francesco Visentin, Franco Angeli, Milano, 2016

Il volume raccoglie alcune riflessioni sul concetto di limite emerse durante il terzo Workshop Nazionale di Padova (maggio 2014) promosso dall’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia. In un’epoca nella quale globale e locale sono contingenze che toccano la nostra vita, il concetto di limite interroga la geografia, poiché travalica il senso cartografico per allargarsi a dimensioni culturali; supera le proiezioni politiche per adattarsi a significati simbolici; si dilata seguendo le leggi umane per incontrare quelle naturali; si ibrida grazie alle massicce migrazioni ma allo stesso tempo rivitalizza le barriere identitarie. L’obiettivo è quello di far dialogare autori di ambiti scientifici differenti attorno ad uno dei temi oggi più rilevanti e critici.

Qui di seguito i contenuti del volume disponibili gratuitamente e liberamente al sito: http://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/165

  • Prefazione, di Francesco Magris
  • Introduzione, sul limite, di Sara Bin, Giovanni Donadelli, Daria Quatrida, Francesco Visentin
  • Dalla centralità all’esclusione del limite in cartografia, di Emanuela Casti
  • Gli esiti della cartografia critica: dalle carte partecipative al Geoweb attraverso due casi studio, di Francesco De Pascale
  • Cartografia e disturbi specifici di apprendimento. Superare i limiti, di Angela Caruso
  • Il limite al centro. Riflessioni ed esperienze nel paesaggio di una valle prealpina, di Benedetta Castiglioni
  • Dai limiti alla tutela: un percorso di condivisione, di Mauro Pascolini
  • Vivere ai limiti di un’area protetta. Pratiche territoriali sui confini del parco nazionale Val Grande, di Dino Gavinelli e Giacomo Zanolin
  • L’incontro sul limite. L’esperienza del Comitato “Adotta un terrazzamento” in Canale di Brenta, di Danilo Cecchini
  • I limiti della colonia. Riforme amministrative nell’Africa interlacustre e complessità socio-politica nativa, di Stefano Allovio
  • Agroindustria e pastorizia nel delta del fiume Senegal. Dai margini ai limiti dello sviluppo, di Maura Benegiamo e Davide Cirillo
  • Andate e ritorni: un viaggio postcoloniale. Intervista a Moulaye Niang, di Sara Bin e Francesco Visentin
  • Costruire i limiti. Le rappresentazioni dei migranti a Montebelluna e Cagliari nei giornali online, di Silvia Aru e Alessia De Nardi
  • Trasgredire i limiti. Gli spazi LGBTIA, di Andrea Soggiu 
  • Leggere e guardare i limiti. Proposte condivise, di Sara Bin, Giovanni Donadelli, Daria Quatrida e Francesco Visentin 

Officine Didattiche 2016

Anche quest’anno, in occasione del 59° Convegno nazionale dell’AIIG,  l’associazione propone dei momenti di formazione rivolti esclusivamente agli insegnanti.

Le officine didattiche quest’anno si svolgeranno presso la Sapienza Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sabato 1 ottobre 2016, dalle ore 9.00 alle 13.00.

Info e iscrizioni: http://aiig.it/convegno-2016/ oppure, direttamente in loco.

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Di cosa stiamo parlando?

Le Officine Didattiche sono lo strumento che l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia ha individuato per promuovere la formazione docenti.

Esse rappresentano un momento di confronto, riflessione e sperimentazione geografica, caratterizzato dal coinvolgimento attivo dei partecipanti (massimo 25 per officina). Ogni officina didattica è coordinata da un facilitatore il quale ha il compito di guidare le attività e favorire il confronto all’interno del gruppo.

Le Officine Didattiche si svolgeranno nell’ambito del 59° Convegno Nazionale AIIG e saranno introdotte dall’intervento intitolato “Geografie inclusive del quotidiano” di Alex Corlazzoli e Stefano Malatesta. Corlazzoli è maestro, giornalista e scrittore con grande esperienza e capacità di narrare la geografia di oggi. Rappresentata uno dei più attendibili e attenti corrispondenti italiani della scuola. Si interessa anche di politica e mantiene questi due interessi intimamente connessi ai luoghi e alla pratica geografica quotidiana che lui stesso definisce “di resistenza”. Il suo intervento sarà impreziosito dall’esperienza di Stefano Malatesta, professore presso l’Università Bicocca di Milano e attento ricercatore ed esperto delle geografie personali dei bambini.

Dopo il dialogo, i partecipanti si divideranno nelle diverse officine e saranno chiamati a mettersi in gioco in alcuni dei moltissimi linguaggi geografici del quotidiano. Ecco la lista delle officine didattiche a cui si può partecipare:

1) Fotografia (T. Gilardi)

2) Narrare lo spazio (A. Alaimo e S. Aru)

3) Investigazione (F. Zonetti, R. Mastrolorenzo e E. Marini)

4) Disabilità (A. Caruso, N. Medina e G. Zanolin)

5) Suoni (L. Rocca)

6) Cibo (A. Boggia, F. Pagano)

7) Emozioni (C. Giorda)

8) GIS e geotecnologie (D. Pavia, D. Gallinelli e A.M. Latorraca)

9) Visita alla Moschea di Roma

È possibile iscriversi, nel limite dei posti rimasti disponibili, il giorno stesso presso la segreteria del convegno. Vi aspettiamo!

Il comitato organizzatore del 59° Convegno Nazionale AIIG.

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  1. FOTOGRAFIA

Thomas Gilardi (Università degli Studi di Milano, AIIG Lombardia).

Una fotografia dice più di mille parole! Chi non si è trovato d’accordo con quest’affermazione almeno una volta nella vita? Molti docenti e studenti la confermano quotidianamente anche a scuola. Viviamo in una società in cui le fotografie hanno sempre più spazio e la loro forza è tale che spesso sostituiscono un intero testo, ma il loro linguaggio lo impariamo spesso da autodidatti. Imparare a realizzare un’immagine fotografica è un’esperienza molto utile per imparare a conoscere la realtà. La fotografia è una pratica che riguarda molti e quasi tutti usano una macchina fotografica (almeno quella inclusa nel cellulare) con molteplici funzioni. Ma sappiamo fotografare davvero? Forse per riprendere dei ricordi è sufficiente quello che già sappiamo fare. È sufficiente anche per conoscere i luoghi e comunicarli agli altri? I luoghi possono presentare caratteristiche più o meno fotografabili. Ma se si immagina di fotografare questi luoghi usciranno immagini che non definiranno dei luoghi, ma parleranno delle condizioni che abbiamo ripreso.

Com’è possibile fotografare l’urbanizzazione? È un concetto astratto che non si fotografa, ma che può essere raffigurato in una personale interpretazione di quelle condizioni. Così se ci si limita ad etichettare un fenomeno ci si intende meno; mentre se lo si fotografa ci si intende maggiormente. Come usare tutto ciò nella didattica? Fare una fotografia ci permette di descrivere una situazione e non di definirla; e se si vuole essere più incisivi è possibile descrivere le sue conseguenze e le emozioni che ciò ci provoca. Ma di questo parleremo al workshop.

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  1. NARRARE LO SPAZIO

Angela Alaimo (docente scuola secondaria, Vice-presidente AIIG Trentino Alto- Adige)

Silvia Aru (Università di Cagliari, AIIG Toscana).

Quanti modi abbiamo per dire la terra? Parole, immagini, odori, colori e suoni accompagnano il nostro modo di essere nello spazio che si costruisce giorno dopo giorno attraverso la costruzione di relazioni.

Uno degli obiettivi dell’insegnamento della geografia è quello di insegnare a “dire la terra” in una dimensione multisensoriale. Eppure, nonostante questo, spesso la lezione di geografia si riduce ad una mera descrizione visiva dello spazio, tralasciando la dimensione dell’esperienza vissuta. Cosa succede se abbandoniamo per un attimo la vista e ci focalizziamo sul nostro modo di sentire i luoghi della nostra vita? Possiamo forse scoprire i molteplici modi di narrare lo spazio che non prescindono da chi lo vive e lo attraversa?

Questo laboratorio ha l’obiettivo di presentare agli insegnanti alcuni strumenti di narrazione (il diario, le interviste, le mappe mentali, i video) utilizzati nella ricerca territoriale così come in specifici progetti didattici, entrambi volti alla sperimentazione di nuove narrazioni possibili dello spazio geografico. L’obiettivo è far scoprire ai ragazzi la molteplicità delle forme narrative che costruiscono i luoghi della nostra vita, fatti di materialità ma anche di rappresentazioni continue, capaci di plasmare lo spazio rendendolo unico. Questo approccio è in grado di ripristinare quella relazione di cura e amore fondamentale per ogni educazione geografica.

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  1. INVESTIGAZIONE

Fabio Zonetti (e42.it Cartography Website Roma)

Raffaele Mastrolorenzo (Associazione Geografica per l’Ambiente e il Territorio)

Emanulea Marini (Associazione Geografica per l’Ambiente e il Territorio)

 

Presentazione del progetto didattico “Gli spazi migranti: rappresentare la città come laboratorio di cittadinanza”: realizzato nel febbraio 2016 in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Via Lentini 78” Pertini Falcone, ha previsto il coinvolgimento di oltre 50 tra alunni e alunne delle classi seconde e terze.

Il percorso didattico di questo progetto ha determinato l’avvicinamento a concetti geografici chiave come lo spazio, il luogo e la rappresentazione, relazionati alla questione delle migrazioni. Gli studenti hanno riflettuto sulla possibilità di costruire diverse rappresentazioni della realtà come carte geografiche e mappe mentali a confronto, rappresentazioni visive statiche e in movimento, tentando di addentrarsi in un universo fatto delle molteplici sfaccettature dell’azione umana, la cui esplorazione consente di orientarsi non tanto nello spazio fisico, ma nella complessità del mondo contemporaneo. Dalle esperienze dirette sul campo gli studenti, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno prodotto del materiale (testi, mappe, fotografie, testimonianze dirette) che è risultato utile per ricostruire il percorso effettuato e per raccontare i luoghi analizzati.

Nella dimensione urbana e all’interno dei territori etnicamente connotati, lo spazio pubblico diventa lo scenario principale per indagare il contatto, la coabitazione e la socialità tra culture. Si tratta di una realtà non precostituita, dove si articolano gli interessi comuni e si manifestano le differenze; pertanto l’interesse per lo studio degli spazi pubblici risiede, da una parte, nelle nuove caratteristiche materiali che essi assumeranno, dall’altra, nel fatto che rappresentano luoghi privilegiati dell’interazione tra attori sociali e la dimensione urbana.

Ai partecipanti coinvolti saranno forniti gli strumenti per analizzare in che modo gli spazi pubblici vengono trasformati dalle collettività migranti. Obiettivo del progetto è l’avvio di una riflessione sull’importanza dei luoghi condivisi per attivare un dialogo interculturale, luoghi in grado di favorire il senso di appartenenza e un inserimento socio-culturale, sia dei migranti sia dei nati in Italia da genitori migranti.

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  1. DISABILITÀ

Angela Caruso (Università di Chieti, AIIG Abruzzo), Nicol Medina (AIIG Lombardia), Giacomo Zanolin (Università di Milano, AIIG Lombardia)

La società di massa globalizzata stimola processi di ibridazione culturale derivanti dai sempre più frequenti scambi tra persone appartenenti a comunità etnico-linguistiche e culturali differenti. La geografia non dimentica di sottolineare l’importanza degli approcci interculturali ma, nel tentativo di gestire la crescente complessità delle relazioni socio-territoriali, tende spesso a trascurare il ruolo della disabilità come componente fondamentale di tale diversità. Anche la didattica della geografia tende a sottovalutare la potenziale importanza di una riflessione volta a indagare le potenzialità del proprio linguaggio disciplinare, come strumento in grado di favorire l’inclusione di studenti disabili, non solo all’interno dei gruppi classe, bensì anche nella società. Essa possiede infatti per sua natura input inclusivi grazie al suo carattere pratico, laboratoriale, interdisciplinare e di forte impatto motivazionale.

L’officina avrà l’obiettivo di esaminare metodologie e tecniche didattiche idonee a realizzare la migliore inclusione di allievi “diversabili”, a ogni livello di istruzione e formazione, in relazione alla conquista di competenze geografiche di carattere spaziale e territoriale. Lo scopo sarà di riflettere sulle potenzialità connesse alla valorizzazione di ogni diversità come risorsa, anche in geografia; in tale direzione verranno proposte e analizzate: normative, pratiche inclusive, metodologie e strategie innovative, risorse tecnologiche.

Verranno proposte attività didattiche in aula, ma si rifletterà anche sulle potenzialità del linguaggio della natura, scoperta ed indagata direttamente sul campo, come occasione per rafforzare capacità e competenze individuali. Gli spazi naturali, visti non solo come sedi didattiche, ma anche come occasioni di apprendimento, offrono la possibilità di costruire strategie forti soprattutto in relazione alla disabilità, poiché la possibilità di interagire con la natura stimola l’attività esplorativa e facilita il potenziamento di specifiche abilità, indispensabili nelle pratiche inclusive quotidiane.

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  1. SUONI

Lorena Rocca (Università di Padova e Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, AIIG Veneto) e Alessandro Fagiuoli (primo violino Quartetto d’archi Paul Klee, musicista e docente di Violino e Musica da Camera presso il Liceo Musicale di Padova).

 

 

Il suono, patrimonio immateriale riconosciuto tale dalla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Intangibile (2003), si costituisce quale segno dei luoghi, potente simbolo sociale e motore di identità territoriale, campo di tensione semantica che contribuisce a definire il particolare genius loci di un territorio e di un paesaggio.

Nell’officina didattica una sfida: esplorare, scoprire, rappresentare i luoghi non dal “punto di vista” dell’esperienza visiva, ma dal “punto d’ascolto” con l’idea che l’emozione legata al sentire è un’eccellente canale di fissazione anche dell’apprendimento.

Le “cartoline sonore” che saranno proposte giocano essenzialmente sul mutevole equilibrio della triangolazione tra autore, interprete e ascoltatore nel passaggio dalla “geostruttura” (la visione geografica) al “geogramma” (le immagini, i paesaggi della mente) (Raffestin, 2010).

Centrale lo speciale punto di vista dell’interprete (A. Fagiuoli) capace di manipolare i suoni (o oggetti sonori) e in grado di disegnare luoghi – talvolta geografici, talvolta immaginari – in un viaggio sorprendente di evocazione, fantasia ed immaginazione che ben si adatta a sviluppare competenze geografiche di lettura del paesaggio. Sarà interessante riconoscere le confortanti sonorità appartenenti ad un dove e un quando ma anche stupirsi di fronte al meticciamento sonoro (ma anche paesaggistico). A noi l’adottare l’atteggiamento di “contemplazione” acustica che va oltre il riconoscimento della precisa organizzazione di figure stilistiche (melodie, ritmi, timbriche, versi…) e del riconoscimento di un quadro cronotopico e si apre, a partire dal DNA del nostro essere territoriale, allo straordinario potere che ha la musica di stimolare la dimensione intuitiva proponendo fantastici percorsi nello spazio e nel tempo.

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  1. CIBO

Angela Boggia e Francesca Pagano (Università degli Studi di Bari, Sezione AIIG Puglia)

Tutti pensiamo al cibo come strumento per soddisfare i nostri bisogni. Ma che valore diamo al cibo? Quale significato può trasmettere una pietanza o un ortaggio?

La didattica della geografia mira anche a questo, a saper riconoscere e apprezzare ciò che mangiamo.

Questa officina cerca di illustrare attraverso dei laboratori esistenti come può la geografia e la didattica far conoscere a studenti ed insegnanti il modo di relazionarsi al cibo, conoscendo gran parte di ciò che mangiamo. Il linguaggio del cibo è una tematica importante per comprendere i passi che si stanno affrontando negli ultimi anni in materia di alimentazione e benessere.

Molte volte si tende a tralasciare nelle scuole tali argomenti perché si ha poco tempo di svolgere attività teorico/pratiche quali la conoscenza e il buon uso del cibo.

“…la storia dell’alimentazione scorre in stretta sintonia con le altre storie, le determina e ne è determinata…”                                       (Massimo Montanari)

emozioni

  1. EMOZIONI

Cristiano Giorda (Università di Torino, Responsabile Nazionale AIIG per la formazione decenti).

Sembra facile, perfino necessario. Chi non ha provato delle emozioni nei luoghi, attraverso i luoghi, grazie ai luoghi? Però la geografia scolastica, spesso anche quella accademica, le evitano le emozioni, fanno finta di niente. Le emozioni non sono oggettive, non sono misurabili, non sono valutabili. E se invece lo fossero? Non cambierebbe niente, Perché il primo motivo del loro evitamento è che fanno paura. E che non sappiamo come gestirla. Non sappiamo bene nemmeno come gestire la gioia, l’attrazione, l’empatia, la tristezza. Eppure i luoghi possono fare paura, dare gioia e tristezza, attrarre, respingere. Così per paura della paura ci perdiamo anche la gioia della gioia.

Questa officina cerca di rimettere le emozioni al loro posto, di riconoscere il loro ruolo tra noi e i luoghi, tra i luoghi e la vita delle persone. E di facilitare gli insegnanti nel trovare un posto alle emozioni anche nelle loro lezioni di geografia, riportando questa materia ad uno dei suoi compiti più importanti: aiutare le persone, da 0 a 99 anni (e che dopo) a costruire relazioni con la Terra, a capirle, a condividerle.

“Parliamo allora di una geografia che nasce da un rapporto prerazionale (empatico ed estetico in senso lato) con le cose, che si nutre di sentimenti e di emozioni, che aspira all’ignoto, al meraviglioso”.

Giuseppe Dematteis

(Professore Emerito, Socio d’Onore AIIG).

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  1. GIS E GEOTECNOLOGIE

Diego Gallinelli, Anna Maria Latorraca, Davide Pavia (Università La Sapienza di Roma, Consiglieri AIIG).

 

L’evoluzione dei Sistemi Informativi Geografici è un fenomeno vivo, che dagli anni ’60 del secolo scorso ha iniziato a fornire input per la ricerca, la gestione intelligente di fenomeni antropici e naturali e solo successivamente per la didattica, sebbene i GIS abbiano enormi potenzialità a tal riguardo. Gli ambiti applicativi variano dal monitoraggio del rischio ambientale alla gestione delle reti infrastrutturali, dal geomarketing alla geografia storica, e così via, dimostrazione della versatilità di uno strumento la cui diffusione è agevolata anche dalla maggiore disponibilità di dati e di risorse: la direttiva europea “INSPIRE” (acronimo di Infrastruttura per i Dati Spaziali Europea) del 2007 ha infatti indirizzato gli stati membri dell’Unione ad una libera condivisione dell’informazione geografica di matrice GIS, oggi facilmente utilizzabile grazie ai tanti software open source messi a disposizione dalla vasta comunità di libere organizzazioni internazionali. L’utilizzo di questi strumenti è dunque alla portata di tutti coloro che vogliano interessarsene, nelle diverse modalità che questa officina didattica intende discutere e commentare. L’officina intende così andare incontro anche a evidenti esigenze didattiche, in quanto la mancanza di conoscenza sui software, sui dati e sulle basi territoriali accessibili gratuitamente tende a frenarne l’uso e far registrare evidenti ritardi rispetto ad altri Paesi.

 

 

Vi aspettiamo!

 

Laboratori didattici per le scuole, al museo

E’ con grande piacere che il Museo di Geografia dell’Università di Padova in collaborazione con l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia – Sez. Veneto, presenta agli insegnanti di tutte le scuole dell’Infanzia, Primarie, Secondarie di Primo e di Secondo grado del territorio la propria offerta didattica.

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Clicca sull’immagine per scaricare il catalogo dei laboratori didattici

Le proposte per le scuole sono 13 e comprendono 10 laboratori didattici e 3 escursioni.

L’offerta che troverete nel nostro catalogo nasce da un’idea laboratoriale della geografia in cui i bambini e la bambine, i ragazzi e le ragazze sono protagonisti del loro apprendimento e del loro divertimento. Grazie alle attività proposte gli alunni impareranno a fare geografia utilizzando documentazione e strumenti geografici, antichi e moderni, per esplorare le relazioni tra i differenti elementi del territorio e quindi scoprire la complessità e la bellezza della geografia.

Calibrati a seconda della classe e dell’ordine scolastico, i laboratori sono sviluppati con chiari riferimenti ai curricula scolastici e affrontano temi fondamentali della disciplina quali ambiente, paesaggio, orientamento, spazio, cartografia, migrazioni, inclusione, alimentazione, tecnologie e cittadinanza.

Scoprite tutte le proposte!

Scarica subito il catalogo delle attività didattiche del Museo di Geografia per l’A.S. 2016/2017

Incontro di presentazione per gli insegnanti

Tutti gli insegnanti sono invitati a venire a scoprire le diverse proposte per le classi e il patrimonio del Museo di Geografia durante due momenti pensati esclusivamente per loro. I due incontri si terranno al piano nobile di Palazzo Wollemborg, in via del Santo 26 a Padova nei seguenti giorni:

  • 3 ottobre 2016, dalle ore 16:30 alle ore 18.00
  • 27 ottobre 2016, dalle ore 16:30 alle ore 18.00

 

Informazioni e prenotazioni

Museo di Geografia

Tel. +39 049 8274276
Fax. + 39 049 8274099

E-mail: geografia.dissgea@unipd.it

 

Referenti laboratori:

Chiara – 349 8414004

Giovanni – 388 2741983

 

Paesaggi terrazzati: ecco le classi vincitrici del concorso

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Sezione III Verdi – Scuola dell’Infanzia Ri Basso – I. C. “G. B. Della Torre” di Chiavari (GE)

Quasi un anno fa, l’AIIG Veneto lanciava, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova (Sez. di Geografia), l’International Terraced Landscapes Alliance (Sez. Italia) e Italia Nostra, lanciava un concorso rivolto alle scuole italiane di ogni ordine e grado (infanzia, primaria e secondaria), allo scopo di promuovere una riflessione sul valore dei paesaggi terrazzati come patrimonio storico, ecologico e sociale, nell’ambito del 3° Incontro mondiale sui Paesaggi terrazzati (6 al 15 ottobre 2016) organizzato dalla Regione del Veneto in collaborazione con l’Università di Padova e l’Università IUAV di Venezia.

Al concorso hanno partecipato 16 scuole, per un totale di 30 classi, distribuite tra Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e Campania.

I lavori presentati sono stati tutti molto apprezzati. Congratulazioni ai ragazzi/e e agli/elle insegnanti che li hanno seguiti. In particolare, però, il Comitato di valutazione sulla base dei criteri di completezza dei materiali, rispondenza dei contenuti ai temi del concorso, originalità e complessità dei prodotti, ma soprattutto del processo di realizzazione, ha ritenuto di conferire alle seguenti scuole dei premi:

Scuola dell’Infanzia

  • 1° classificato: Sezione III Verdi – Scuola dell’Infanzia Ri Basso – I. C. “G. B. Della Torre” di Chiavari (GE)

Scuola primaria

  • 1° classificato: Classi I, II, III, IV, V  – Scuola primaria “Don Gnocchi” di San Nazario – I.C. “U. Bombieri” di Valstagna (VI)
  • 2° classificato:  Classi I, II, III, IV, V  – Scuola primaria “Papa Giovanni XXIII”  di Valstagna – I.C. “U. Bombieri” di Valstagna (VI)
  • 3° classificato: Classi IV A e IV B – Scuola primaria “Epitaffio” – Direzione Didattica Quarto Circolo di Cava de’ Tirreni (SA)

Scuola secondaria di primo grado

  • 1° classificato: Classe I E – Scuola Secondaria di Primo Grado “L. Negrelli” – I.C. Rovereto Nord di Rovereto (TN)
  • 2° classificato: Classe III C – Scuola Secondaria di Primo Grado di Borgo Valsugana – I.C. di Borgo Valsugana (TN)
  • 3° classificato: Classi aperte del tempo prolungato – Scuola secondaria di primo grado “U. Bombieri” di Valstagna – I.C. “U. Bombieri” di Valstagna (VI)

Scuola secondaria di secondo grado

  • 1° classificato: III M (multimediale) del Liceo Artistico Statale di Imperia (IM)
  • 2° classificato: IV CAT (costruzioni, ambiente e territorio) dell’IIS “C. Colombo” di Sanremo (IM)
  • 3° classificato: III A scientifico e III B scientifico dell’I.I.S.S. “Marini-Gioia” di Amalfi (SA)

Le premiazioni si svolgeranno a Padova, presso la struttura dell’Orto Botanico dell’Università di Padova, venerdì 14 ottobre 2016.

I premi che verranno consegnati alle classi vincitrici sono:

I classificato Visita guidata all’orto botanico dell’Università di Padova
II classificato: Buono per acquisto libri
III classificato Abbonamento annuale alla rivista Ambiente Società e Territorio – Geografia nelle scuole dell’Associazione Italiana Insegnanti di geografia

GRAZIE a tutte le persone che hanno reso questo concorso ricco di idee, stimoli, proposte!

Un concorso per tutte le classi, sulla sostenibilità in ambito urbano!

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La locandina del concorso!

Carissimi/e amici e amiche insegnanti,

un nuovo anno scolastico è appena cominciato. Siamo certi che tutti voi avrete già molte idee per coinvolgere la vostra classe in progetti stupendi, ma vogliamo comunque segnalarvi un nuovo concorso per le scuole di ogni ordine e grado ideato da noi, in collaborazione con Slow Food Veneto e la Sezione di Geografia dell’Università di Padova.

Il concorso è snello e pensato per dare spazio alla creatività. Non vi è richiesto di iscrivervi e nemmeno di produrre lunghi report finali. Il team di insegnanti che l’ha ideato, infatti, voleva offrire uno strumento che potesse sostenerli nello stimolare le classi a vivere esperienze geografiche positive e significative.

Se siamo riusciti ad incuriosirvi con questa breve descrizione vi invitiamo a scoprire il sito del concorso e leggere il regolamento.

Condividete, se volete!

Vi auguriamo un anno pieno di soddisfazione!
Il direttivo AIIG Veneto